La mossa: Amato giudice Corte costituzionale

12 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Potrebbe essere interpretata dai maligni come la mossa a sorpresa di Napolitano per salvare Berlusconi e mettere in ghiaccio la riforma elettorale. Il presidente della Repubblica ha nominato Giuliano Amato nuovo membro della corte costituzionale.

Fa parte delle prerogative del Capo dello Stato scegliere cinque dei quindici ‘giudici delle leggi’. Il decreto nomina, si legge in una nota del Quirinale, e’ stato confermato dal primo ministro Enrico Letta.

“Napolitano ha nominato Giuliano Amato, ex tesoriere di Craxi e pensionato d`oro, giudice della Corte costituzionale. Ad insaputa della Costituzione”. Lo ha scritto su Twitter il deputato del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari Costituzionali Riccardo Fraccaro.

Antonio Di Pietro, ex leader e attuale presidente di Italia dei Valori, ha ricordato che Amato fu anche “colui che, su ordine di Craxi, varò la prima legge ad personam per permettere a Berlusconi di acquisire il monopolio televisivo. Fino a quando la storia e la verità di questo Paese dovranno essere umiliate?”.

Non solo critiche sono piovute sulla scelta di “Re Giorgio”. Per Giuliano Cazzola, dirigente nazionale di Scelta civica per l’Italia, la nomina del “Dottor Sottile” – ex primo ministro il cui nome era stato fatto anche per la successione di Napolitano al Quirinale – “non è solo il giusto riconoscimento per una personalità di grande intelligenza, cultura ed esperienza maturata, ad altissimo livello, in tutte le occasioni in cui è stato chiamato a servire il Paese”.

“Questa nomina del presidente della Repubblica rende onore al Paese e dimostra una volta di più che, con Giorgio Napolitano, l’Italia è in buone mani”. Cazzola aggiunge nella nota che “Io ho avuto la fortuna di conoscere già alcuni decenni orsono Giuliano Amato e di collaborare con lui, imparando ad apprezzarne le qualità. Con il suo ingresso alla Consulta sento valorizzato un pezzo di un’Italia migliore che mi appartiene, quando a fare politica non erano i saltimbanchi, i giovani turchi, gli studenti fuori corso o quant’altro ‘passa il convento’ in questi anni difficili”.

Nel breve periodo la Consulta dovrà pronunciarsi su questioni spinose, a cominciare dalla legittimità dell’attuale legge elettorale. Se poi la giunta del Senato riterrà opportuno sottoporre alla Consulta la questione dell’applicabilità al caso Berlusconi della legge Severino anti corruzione, i ‘giudici delle leggi’, come vengono chiamati, dovranno pronunciarsi anche sulla questione della decadenza dell’ex premier dopo la condanna definitiva per frode fiscale.