LA LEGA DI BOSSI BATTE TUTTI SU INTERNET

1 Agosto 2008, di Redazione Wall Street Italia

Cosa è successo ai siti dei partiti politici italiani dopo la campagna elettorale? SherpaTv ha intervistato i guru della comunicazione online, e ha scoperto che nell’universo virtuale la politica del Belpaese stenta ancora ad affermarsi, sebbene il rinnovamento del Parlamento, tre mesi dopo le elezioni del 13 e 14 aprile, abbia comportato un lieve miglioramento della presenza dei politici nella rete.

A sorpresa, ma non troppo, l’unico sito con una certa rilevanza è quello della Lega Nord: privo di corrispondenza tra le gerarchie politiche e quelle di organizzazione dello spazio web. Nel portale del Carroccio c’è l’idea di un soggetto multiplo, somma di nomi, temi, luoghi. Quello della Lega, è un sito che presuppone una motivazione forte, un riconoscersi, una fortissima identificazione, tutt’uno con il popolo, con il «suo» popolo, chiamato a raccolta attraverso un’agenda fitta di appuntamenti, aggiornata puntualmente dai webmaster leghisti.

Più attive dei movimenti tradizionali, sul web, sono le fondazioni politiche.

Sherpa ha studiato i siti di ItalianiEuropei, Magna-Carta, Fare Futuro e Glocus: qualcosa certamente si muove nel senso di una partecipazione pienamente orizzontale, non gerarchica. Siamo ancora molto indietro, tuttavia, ad altre realtà estere.

Quanto al governo, sono nove su ventuno i componenti del governo Berlusconi ad avere un sito o un blog personale. Di questi si possono considerare siti attivi solo sette. Tre sono «under construction», ossia in preparazione, da diversi mesi.

Veltroni, Casini e Calderoli sono presenti addirittura su Facebook. Insieme a loro molti giovani parlamentari, della maggioranza e dell’opposizione: ci sono il leghista Massimiliano Fedriga, Alessia Mosca del Pd, Barbara Saltamartini, Luca Barbareschi e Italo Bocchino di An e l’eccezione, il senatore Achille Passoni, l’unico quasi sessantenne tra i parlamentari su Facebook: da loro arriva indubbiamente un segnale di speranza che il rinnovamento del parlamento possa portare a un rinnovamento della comunicazione politica.