La fine del “Sogno Americano”: ormai è rimasto solo un mito

26 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La fine di un’epoca. Un tempo considerata la terra delle opportunità, gli Stati Uniti soffrono ora di una crescente disparità di reddito e di un sistema politico che va a beneficio dei ricchi, alle spese di tutti gli altri. Uno dei motivi che giustifica bassi tassi di crescita e, indirettamente, la probabile fine del cosiddetto “Sogno Americano”. A dirlo è Joseph Stiglitz, vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2001.

“Gli Usa hanno lavorato duro per creare il Sogno Americano, che desse opportunità a tutti. Ma ormai, il sogno è soltanto un mito“, si legge nell’editoriale scritto da Stiglitz sul Financial Times. La disparità tra le varie classi sociali negli Stati Uniti è ormai ai massimi da un centennio, e il gap tra il ceto medio e i ricchi è in costante crescita.

“Gli americani erano soliti considerarsi come il paese della classe media. Questo non è più vero. Oggi, le opportunità che si presentano a un bambino nuovo membro della società sono sempre più legate al reddito dei suoi genitori, ancora più che in Europa o in altri paesi industrializzati con a disposizione dati comparabili”.

Secondo un report del Census Bureau (Ufficio del Censimento), la disparità di reddito tra le famiglie è cresciuta +18% sin dal 1967. Precisazione: il trend si è attenuato negli ultimi anni.

A contribuire a questa crescente disparità, secondo Stiglitz, in particolar modo le regolamentazioni del settore finanziario: “Le regole nel settore finanziario permettono varie pratiche che hanno come conseguenza il trasferimento di denaro dalla parte bassa a quella alta della piramide”.

Falsa la convinzione secondo cui la crescente disparità di reddito è in fin dei conti figlia di una crescita economica più forte. “I libri di testo ci insegnano che possiamo avere una società più equa solo trascurando crescita ed efficienza. Ma analisi più approfondite mostrano che il prezzo che stiamo pagando per questa crescente disparità di reddito è superiore: contribuisce a instabilità economica, sociale e politica, e in turno a tassi di crescita più bassi”.

La soluzione? Smetterla di tagliare risorse dall’educazione e altri programmi che creano opportunità per la classe media e per i più poveri.