“La fine del dollaro come valuta di riserva”

18 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Prospettive rialziste per il dollaro? Stando a quanto insegnano i principi macroeconomici, così dovrebbe essere. La riduzione delle misure straordinarie di stimoli monetari da parte della Fed – annuncio atteso per oggi – e dunque lo smorzarsi di una politica monetaria che fino a questo momento è stata ultra-accomodante, dovrebbe far salire le quotazioni del biglietto verde.

Ma il miliardario canadese Ned Goodman non la vede affatto in questo modo. A suo avviso, infatti, l’era del dollaro come valuta di riserva si sta avviando alla conclusione.

“Negli anni trenta, tutti volevano il dollaro. Ma oggi, tutti vogliono sbarazzarsene”, spiega Goodman – Il mondo è al rovescio….è completamente folle. Non ricordo un altro momento in cui ogni paese al mondo stampava moneta”.

Il miliardario precisa di non sapere quando e in che modo drastico l’inflazione salirà – sicuramente ci sarà comunque la stagflazione -, aggiungendo che la sua strategia di investimento è volta a contrastare in anticipo questa minaccia.

“Non attendo che l’inflazione arrivi. E’ difficile fare una previsione, ma per me è impossibile pensare che gli Stati Uniti possano risolvere i loro problemi senza stampare ulteriore moneta, così come è impossibile credere che l’Europa sopravviva nella sua attuale forma. Per questo motivo, Goodman ritiene che “Sono rialzisra sull’oro come non lo sono stato mai”.

Insomma, l’inflazione sarà inevitabile, quando “gli Stati Uniti perderanno il privilegio di stampare moneta come desiderano”. Nel suo discorso, il miliardario parla anche dell’opzione americana di un attacco contro la Siria, opzione che per ora è stata sventata.

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