La City di Londra inizia a tremare, teme l’effetto Osborne

17 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Non possiamo che iniziare la nostra panoramica odierna partendo dal GbpUsd e la sua discesa di ieri. Nella sessione New Yorkese, il Cable è sceso più di 100 pip infrangendo la barriera di 1,4700 sull’annuncio da parte del nuovo Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, che creerà un nuovo sistema di regolamentazione per il settore finanziario UK.

In una dichiarazione ai membri importanti del settore finanziario, il Sig. Osborne ha dichiarato che l’Inghilterra abolirà l’organo di regolamentazione finanziario principale e consoliderà la propria autorità nella Bank of England. La FSA quindi verrebbe scissa in 3 parti, e la funzione di regolamentazione diverrebbe un sussidiario della BoE con responsabilità di vigilanza su banche, banche d’affari e compagnie assicurative. Il governo inoltre creerebbe due entità separate, uno per proteggere i consumatori e l’altro per perseguire i crimini finanziari.

Ovviamente i timori del mondo finanziario inglese riguardano una regolamentazione ancora più stringente – e per la City di Londra sarebbe un quadro poco piacevole. L’ultima volta che un esponente politico è riuscito a scuotere a tal punto i mercati è stato nel 1997 con Gordon Brown. Del resto, Brown è ancora l’ultimo uomo della “vecchia guardia” ad essere ancora in piedi dopo il collasso di Northern Rock nel 2007 – che ha provocato la prima corsa agli sportelli in 150 anni. Essenzialmente, sotto il “regime Osborne”, la BoE assumerà tutti i poteri dell’attuale FSA.

Il resto del mercato ha mostrato consolidamento, come avevamo anticipato, che è una parola più mite per il termine “indecisione”. I dati di ieri hanno mostrato una chiara divergenza interna agli USA: da un lato, il settore immobiliare sembra essere sull’orlo del precipizio, con una discesa del 10% negli Housing Starts (discesa più grande da un anno a questa parte).

Perché è importante anche dal punto di vista dell’economia USA questo dato? Gli housing starts sono le costruzioni di nuove case (la “prima” case per famiglie che cercano). La tassa sulla prima casa è una fonte importante di introiti per il settore pubblico: in pratica, meno case significa meno gettito nelle tasche della pubblica amministrazione.

Meno male che almeno il settore manifatturiero continua ad espandersi, con la produzione industriale in uscita con il dato migliore dall’agosto scorso. Oggi avremo i prezzi al consumo (leggi “inflazione”) USA: visti i dati di ieri, possiamo presumere che il CPI sarà a ribasso. Anche i jobless claims sono in uscita oggi, unitamente al Saldo delle Partite Correnti.

Passiamo all’analisi tecnica dove possiamo incominciare con un eurodollaro che ha lasciato sul terreno una figura, dal massimo toccato ieri a 1.2350. Il livello raggiunto, prima della discesa, si è trovato molto vicino al massimo ipotizzabile come importante anche per le prossime ore, 1.2360.

Come abbiamo già suggerito ieri crediamo di poter considerare un buon punto di appoggio a questa “temporanea” correzione il livello compreso fra 1.2180 e 1.2160 (tramite l’ausilio di un grafico orario ricordiamo che l’importanza di questo livello è confermata da un’area di congestione, compresa fra il 10 ed il 15 giugno, e dal 38.2% di ritracciamento di Fibonacci del movimento iniziato a 1.2660 e concluso a 1.1880).

L’indicazione fornita, negli ultimi giorni, sul cambio UsdJpy continua a rimanere valida. Il movimento del cambio è racchiuso all’interno di una figura a rettangolo, o canale, i cui estremi sono forniti dalla resistenza a 92.10 e dal supporto a 90.80: sino a che uno dei due livelli non sarà oltrepassato il consiglio rimane di sfruttare questa particolare lateralità, consapevoli che una rottura porterebbe in dote, secondo la regole dell’analisi tecnica, 130 punti.

La correzione del cable ha lasciato sul terreno più di una figura e mezza, avvicinando così i prezzi alla trendline dinamica che ha congiunto i più recenti minimi. Questa oggi transita presso 1.4650, livello che nel breve possiamo utilizzare come supporto, visto anche il ritorno veloce degli oscillatori stocastici all’interno del territorio di ipervenduto su un grafico orario.

Questa correzione, complice la stabilità del UsdJpy, ha allontanato il cambio GbpJpy dal tentativo di rottura di 136 figura, invertendo di fatto la tendenza mostrata dallo scorso 8 giugno. Se i prezzi dovessero scendere oltre il supporto di 133.80, potremmo avere un’ulteriore discesa sino a 132.70.

Vediamo ora il cambio EurGbp, dato che i prezzi si stanno avvicinando ad un buon livello di resistenza: questo è 0.8375. A supporto della ripresa troviamo due livelli: il primo e meno importante è dato da 0.83 figura, mentre il doppio minimo di 0.8210 è sicuramente il migliore per strategie di più ampio respiro.

Continua ad essere un cambio a rischio l’EurChf. Si è allontanato poco infatti dal minimo storico 1.3735 visto lo scorso 9 giugno. Per le prossime ore un segnale tranquillizzante potrebbe essere il nuovo superamento di 1.39 figura, mentre al di sotto di 1.3815 “remi in barca” e attenzione oltre ogni limite.

Perfetta la tenuta di 1.1250 sul cambio UsdChf, segno che il mercato ricorda i massimi e minimi precedenti. Questo rimane ancora il supporto per le prossime evoluzioni ribassiste mentre 1.1340 è il livello da rompere per un ritorno rapido sino a 1.1440.

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