LA CINA AL SALVATAGGIO DELLA GRECIA, ALTRO ANELLO DEBOLE DELLA CATENA

30 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono rimasti stabili su tutta la curva, con lo spread rimasto a 191 pb. In calo invece il differenziale sul decennale Italia-Germania portatosi sotto i 90 pb e quello sul decennale Grecia-Germania sotto i 200 pb. Secondo quanto riportato dal Wsj, la Grecia starebbe tentando di raggiungere un accordo con la Cina affinché quest’ultima proceda all’acquisto di almeno 25Mld€ di bond greci sul primario oltre ad ulteriori acquisti sul secondario. In cambio la Grecia offrirebbe incentivi ad hoc per investimenti cinesi in Grecia, in particolare con riferimento alle infrastrutture portuarie per le quali è già presente un investimento di 5Mld€ da parte della cinese Cosco per il porto del Pireo.

Juncker, capo dell’Eurogruppo, in un intervento in Cina ha ribadito che in area Euro ci sono chiari segnali di ripresa e che nel 2010 non ci saranno forti riduzioni delle misure fiscali. In merito alla questione di Dubai World Juncker e lo stesso Trichet hanno dichiarato che per l’area Euro non ci dovrebbero essere problemi legati ad un eventuale default. Nowotny, membro Bce, inoltre ha aggiunto che la Bce prima di procedere con un rialzo dei tassi potrebbe drenare la liquidità dal sistema finanziario. Sul decennale il supporto passa per 3,10% e la resistenza per 3,22%.

Negli Usa oggi le contrattazioni sui mercati finanziari riprenderanno all’insegna probabilmente di volumi più sostenuti di quelli degli ultimi giorni, caratterizzati dal ponte lungo del Thanksgiving Day, che sancisce l’inizio dello shopping natalizio. La giornata odierna è definita Cyber Monday, per il fatto che generalmente si registra un picco di acquisti on line. Secondo le stime della Confcommercio Usa (la National Retail Federation), durante il ponte lungo del Thanksgiving, gli acquisti medi on line si sarebbero attestati a $343, in calo rispetto ai $372 del 2008, malgrado l’incremento degli acquirenti da 172 a 195 milioni. Si tratta di una conseguenza del forte ribasso dei prezzi di vendita di diversi prodotti.

Nella giornata dello scorso venerdì l’attenzione degli operatori è rimasta focalizzata sugli sviluppi del caso Dubai. La presa d’atto di un coinvolgimento marginale del sistema bancario Usa (soprattutto rispetto a quello Uk), ha consentito il rientro di parte delle perdite sui listini azionari che in ogni caso hanno chiuso in calo di oltre l’1,5%. La notizia del giorno è invece rappresentata dalla concessione di una nuova modalità di iniezione di liquidità da parte della banca centrale degli Emirati Arabi Uniti (EAU), che consentirà alle banche della federazione (incluse quindi anche quelle di Dubai) di ottenere fondi in prestito ad un tasso pari al Libor locale più uno spread di 50pb. In settimana, attenzione focalizzata sul denso calendario macro.

Valute: Dollaro in deprezzamento questa mattina, dopo il venir meno di parte delle tensioni causate dal caso Dubai, dopo la notizia della nuova linea di liquidità offerta dalla banca centrale EAU. Nel frattempo si sono ulteriormente ridotte le posizioni degli operatori speculativi che puntano ad un deprezzamento del Dollaro vs. Euro. I livelli di resistenza più importanti si collocano a 1,5090 e 1,5150. Durante la visita in Cina, sia il governatore della Bce Trichet che il capo dell’Eurogruppo Juncker, hanno ribadito la necessità di una maggiore flessibilità dello Yuan.

Juncker ha infatti sottolineato nel suo discorso che “un graduale e ordinato apprezzamento della valuta cinese infatti sarebbe nell’interesse sia della Cina che dell’economia mondiale”. In deprezzamento lo Yen durante la notte, sia verso euro che verso dollaro, sulla scia del rimbalzo delle principali borse asiatiche. In mattinata si sta però assistendo ad un leggero rafforzamento del cross in seguito all’inversione di rotta dei listini europei dopo una partenza positiva. Verso euro la resistenza si colloca in area 130,5-131, primo supporto a 128,7-129.

Materie Prime: chiusura di settimana negativa per le principali materie prime. Andamento contrastante tra gli energetici. Negativo il greggio Wti, che però in mattina ritorna sopra quota 76 $/barile, mentre sale il gas naturale (+ 0,6%). Negativi i metalli industriali guidati dal nickel (-5,4%) e il piombo (-3,8%). Calo anche tra i preziosi in seguito al rafforzamento del dollaro. Tra gli agricoli bene il mais (+1,3%) e lo zucchero (+2,1%).

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