La BCE: storia, funzioni e critiche

24 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

La BCE è la Banca Centrale incaricata dell’attuazione della politica monetaria per i 17 paesi della “Zona Euro”.

La Banca Centrale Europea ha iniziato ufficialmente le proprie attività il 1º gennaio 1999: a partire da quella data, infatti, tutte le funzioni di politica monetaria e del tasso di cambio delle banche centrali nazionali – che all’epoca erano undici – sono passate nella sfera di competenza della nascente istituzione comunitaria.
La sede della BCE si trova a Francoforte, nella celebre Eurotorre, anche se a breve – forse già nel 2014 – dovrebbe trasferirsi in nuovo edificio, in un’altra zona della città tedesca.

Finora alla guida della BCE si sono succeduti tre Presidenti: l’olandese Wim Duisenberg, dal 1º giugno 1998, data di istituzione della Banca Centrale, al 2003; il francese Jean Claude Trichet (2003-2011) e l’italiano Mario Draghi, attualmente in carica e nominato il 1º novembre 2011.

La BCE emette l’8% della moneta emessa dal SEBC (Sistema europeo delle banche centrali) e, soprattutto, controlla i tassi d’interesse. Ciò avviene – di concerto con il SEBC – attraverso operazioni di mercato aperto.

Almeno fino al 2008 l’intervento della BCE è stato poco rilevante, ma – con l’irruzione della Crisi su scala internazionale – ha assunto un ruolo maggiormente interventista.
Sul finire del 2011 e nei primi mesi del 2012, infatti, la Banca Centrale ha adottato una serie di misure straordinarie come la riduzione dal 2% all’1% a titolo temporaneo del coefficiente di riserva obbligatoria; lo stanziamento di fondi attraverso aste a tasso fisso e a piena aggiudicazione con scadenza a 36 mesi; l’avvio di due diverse operazioni di rifinanziamento a lungo termine; il prestito alle banche europee di oltre 1000 miliardi di euro con l’obiettivo di normalizzare i parametri ed evitare la stretta del credito del credito nella “Zona Euro”.
Tutte operazioni giudicate poco incisive, se non addirittura superflue, da alcuni economisti ed osservatori finanziari.

Non mancano, infatti, le critiche rivolte alla BCE e al suo ruolo: la Banca Centrale viene sovente accusata di un’eccessiva attenzione rivolta all’inflazione, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo nel quale l’Europa fatica terribilmente a crescere ed è una delle aree meno dinamiche del mondo.

Secondo i critici, dunque, la BCE fisserebbe i tassi d’interesse con il solo obiettivo di controllare l’inflazione, obiettivo inadeguato che ne relega in secondo piano altri, almeno altrettanto importanti, come l’abbassamento del tasso disoccupazione ad un livello naturale o la stabilità dei tassi di cambio.
Altre critiche rivolte alla BCE, invece, contemplano la sua assoluta indipendenza decisionale e, come conseguenza di quanto descritto poco sopra, il fatto che gli obiettivi da essa perseguiti si discostino notevolmente dalle reali esigenze dei cittadini europei.

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