“La Bce salverà le banche italiane”

15 Febbraio 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – L’intervento della Bce potrebbe aiutare le banche italiane a fare pulizia dei loro crediti deteriorati: trattative fra il governo italiano e la banca centrale sono in corso, infatti, per definire l’eventuale inclusione dei crediti cartolarizzati dalle banche italiane (sotto forma di Asset-backed securities, Abs) nel piano di acquisti di asset di Francoforte e per l’accettazione di tali titoli come collaterale per l’erogazione di finanziamenti da parte della Bce.

Lo ha affermato ai reporter il ministero dell’Economia, mentre nessuna conferma è ancora pervenuta da parte dell’Eurotower.

Il sistema di garanzia statale ai crediti problematici, messo a punto al termine di un lungo negoziato con la Commissione europea, potrebbe dunque essere inserito in un piano più ampio di aiuto ai bilanci delle banche italiane, gravate da oltre 200 miliardi di sofferenze lorde. Secondo il ministero, la Bce potrebbe inserire gli Abs, aventi alla base i crediti deteriorati delle banche italiane, nel suo piano di acquisti di 1,5 milioni di miliardi di euro. Del resto la Bce è attiva sul mercato degli Abs già dal novembre 2014, nel contesto del progressivo allentamento quantitativo (con 1,19 miliardi di acquisti mensili).

Resta da vedere se tali titoli, emessi dalle banche italiane (attraverso le Spv create ad hoc) saranno sufficientemente “sicure” per poter essere incluse nel Quantitative Easing. Infatti solo Abs oltre una certa soglia di rischio possono rientrare nell’operazione. Si può ipotizzare, quindi, che solo le tranche “senior”, quelle più sicure e garantite dallo stato attraverso il Gacs, saranno direttamente assorbite dalla Bce.

Già in novembre una fonte della Bce aveva affermato che l’acquisto di pacchetti di non-performing loans sarebbe potuta diventare l’opzione estrema per ravvivare l’economia dell’eurozona, se le cose si fossero messe “molto male”. Per il momento la lotta della Bce per rinfocolare l’inflazione è tutt’altro che conclusa. Mentre, per quanto riguarda l’Italia, le esigenze particolari sono due: liberare i bilanci di un ammontare record di Npl (oltre 350 miliardi di euro) e riuscirci senza svalutarne troppo il valore. Mentre queste incertezze permangono, lo stress dei titoli bancari difficilmente si rilasserà.