La Bce detta i tempi sul rialzo tassi. E conferma lo studio di un piano anti-spread

21 Giugno 2022, di Mariangela Tessa

La Bce ha chiarito il percorso di rialzo dei tassi di interesse nella zona euro e ha confermato che sta lavorando a un piano anti-spread. Lo ha fatto ieri tramite la presidente Christine Lagarde che, a meno di una settimana dall’annuncio dello scudo anti-spread, ha tenuto un’audizione alla commissione economica del Parlamento europeo, in cui ha difeso s spada tratta le sue decisioni passate e la sua strategia. E ribadendo che al centro del mandato di Francoforte c’è la stabilità dei prezzi dell’Eurozona, contro ogni rischio di rialzo degli spread. “Chiunque dubiti della nostra determinazione farebbe un terribile errore“, ha ammonito Lagarde, spiegando che il nuovo scudo sarà “proporzionato e adeguato” alla sua missione, ha assicurato declinando ogni richiesta di rivelarne i dettagli.

Una notizia che ha contribuito a ridurre il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi – con lo spread Btp-Bund che è sceso a 192,24 punti, per poi risalire sopra la soglia psicologica dei 200 punti.

In proposito Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, ha commentato: “È ormai evidente che la zona euro è alle prese con una decelerazione economica in un contesto che è comunque ancora positivo. Inoltre, è riemersa una forte divergenza tra i rendimenti dei titoli di Stato di nord e sud Europa con le distorsioni, anche competitive, che ciò comporta. La Banca centrale europea (Bce) non ha colto l’opportunità di giocare d’anticipo annunciando uno scudo per lo spread, la cui esigenza era del tutto evidente in un contesto di tassi in salita. Meglio tardi che mai, ma in economia i ritardi hanno un costo” ha spiegato in una nota

La Bce annuncia due rialzi dei tassi in estate

Ma veniamo ai tassi. Secondo le indicazioni di Lagarde, questi ultimi saranno alzati due volte questa estate: a luglio e a settembre. Il primo ritocco sarà dello 0,25%, mentre l’entità del secondo “dipenderà dalle prospettive aggiornate dell’inflazione a medio termine. Se le prospettive inflazionistiche persisteranno o si deterioreranno, un incremento più ampio in occasione del nostro incontro di settembre sarà appropriato“.

Oltre settembre, ha continuato Lagarde, “anticipiamo che un graduale ma sostenuto percorso di ulteriori aumenti dei tassi di interesse sarà appropriato. In linea con il nostro impegno per il nostro obiettivo di medio termine del 2%, il ritmo con cui adegueremo la nostra politica monetaria dipenderà dai dati in arrivo e da come valuteremo l’andamento dell’inflazione a medio termine”, sottolinea.

L’aumento dei tassi di interesse è “del tutto legittimo e necessario” anche per Roma, ha scandito la francese prendendo in prestito le parole del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Il rischio che l’aumento dei tassi porti a una frammentazione dei mercati, innescando reazioni disomogenee dei rendimenti sovrani, deve essere stroncato “sul nascere”. E chi dubita della determinazione della Bce, o del suo avere a cuore i principi cardine, sbaglia di grosso.

“Abbiamo dimostrato più volte in passato che possiamo agire con flessibilità e creatività e lo faremo di nuovo”, ha sottolineato Lagarde. Che non si è tirata indietro nemmeno alla domanda di Gunnar Beck, eurodeputato dell’ultradestra tedesca Alternative fuer Deutschland che in Europa milita nello stesso gruppo europeo della Lega, Identità e Democrazia, che ha citato il consigliere del premier Mario Draghi, Francesco Giavazzi, secondo il quale l’aumento dei tassi di interesse sarebbe lo strumento sbagliato contro l’inflazione.

“Ognuno ha la sua opinione su quale sia lo strumento giusto e quali siano i tempi giusti” per combattere l’inflazione, “ma c’è solo un’istituzione responsabile della politica monetaria ed è la Bce”, ha ricordato Lagarde.