La BCE boccia a metà le banche in strategie climatiche, consapevoli ma troppo lente

25 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

Banche europee bocciate a metà sulle strategie climatiche. L’amaro giudizio arriva dalla Banca Centrale Europa, che nel rapporto The state of climate and environmental risk management in the banking sector, scatta la foto del comparto a un anno da quando ha diramato le sue linee guida sull’integrazione del rischio climatico nellestrategie di medio e lungo periodo. Sotto la lente dell’istituto di Francoforte sono finiti 112 istituti di credito con attività complessive pari a 24 mila miliardi di euro.

Tra questi nessuna banca risulta prossima ad allineare completamente le proprie prassi alle aspettative di vigilanza della Bce. Se da un lato alcuni degli istituti hanno già compiuto passi avanti nell’adeguamento delle loro prassi per riflettere i rischi C&E, dall’altro, la maggior parte si colloca ancora in una fase embrionale.

Un panorama,  dunque, tutt’altro che confortante, che come ha spiegato Frank Elderson, vicepresidente del consiglio di vigilanza della Bce, rende necessario un passo in avanti:

“Le banche hanno urgente bisogno di fissare obiettivi e scadenze ambiziosi e concreti, comprese tappe intermedie misurabili per mitigare la loro esposizione ai rischi attuali e futuri climatici e ambientali. Se una cosa è chiara dalle aspettative di vigilanza che abbiamo emesso – continua Elderson – è che ci aspettiamo che le banche gestiscano i rischi di C&E come qualsiasi altro rischio materiale che affrontano”.

I risultati dell’indagine

Complessivamente, il 90 per cento degli istituti ha dichiarato che le proprie prassi non sono conformi alle linee guida della Bce in materia di “climate and environment”.

Per quanto concerne invece il grado di consapevolezza rispetto alla rilevanza dei rischi C&E , tutti gli istituti sono concordi nel ritenere che: “i rischi C&E avranno un impatto rilevante sul loro profilo di rischio nei prossimi tre-cinque anni”.

 Dal report si evince inoltre come “circa il 50% degli istituti preveda che i rischi C&E avranno o un impatto rilevante nel breve-medio termine”. Di fronte a questa consapevolezza, è tuttavia necessario accelerare l’azione. Il tempo a disposizione per adeguarsi non è molto: il primo banco di prova sarà nel 2022, con l’avvio degli stress test sul rischio climatico.