L’OPEC ALL’EUROPA: TAGLIATE LE TASSE SUL PETROLIO

28 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

I maggiori produttori di energia del mondo, pressati dalla necessità di adeguare l’offerta alla domanda globale, hanno richiesto ai principali stati consumatori, per lo più europei, di tagliare le tasse sul petrolio per calmierare gli aumenti nei prezzi.

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L’OPEC (Organization of Petroleum Exporting Countries), che fornisce più del 40% del petrolio mondiale, e il suo membro più imponente, l’Arabia Saudita, hanno avanzato la richiesta in occasione dell’inaugurazione del tavolo permanente dell’International Energy Forum a Riyadh, la capitale dell’Arabia Saudita.

Il re saudita Abdullah, il cui paese possiede la più grande riserva petrolifera del Golfo, si è impegnato a continuare a fornire sufficienti rifornimenti, ma ha richiesto agli stati che più consumano di tagliare le tasse sui prodotti petroliferi.

“La politica del regno ha come obiettivo basilare quello di raggiungere un ragionevole ed equo prezzo per il petrolio e quello di fornire sufficienti quantità a tutti i consumatori”, ha dichiarato Abdullah all’apertura del Forum, inaugurato da un convegno sull’industria energetica.

“Ma tutti gli sforzi delle nazioni produttrici non daranno frutto se non proseguiranno parallelamente ad una presa di posizione positiva da parte dei principali paesi consumatori”, ha aggiunto. “Questi stati dovrebbero alleviare la difficoltà dei loro cittadini tagliando le tasse sui prezzi del petrolio ogni volta che i prezzi salgono”.

Il presidente dell’OPEC e ministro dell’energia, lo sceicco Ahmad Fahd al Sabah, ha ribadito: “Ci saranno diversi incontri, cercheremo di fare tagliare le tasse ai paesi consumatori”.

“Questa è una questione finanziaria di competenza delle singole nazioni, ma tutti dovrebbero sapere che in Europa l’80% del prezzo del petrolio è costituito da tasse. Loro ci chiedono un aumento della produzione, e noi chiediamo un taglio delle tasse… che sono tra le cause principali degli aumenti dei prezzi”, ha aggiunto al Sabah.

Il ministro dell’economia e delle finanze francese Thierry Breton ha reclamato che lo sciupio petrolifero caratteristico delle nazioni industrializzate è la conseguenza degli alti prezzi piuttosto che delle forme di tassazione. “Non è un problema di tassazione. Non vogliamo dare l’impressione di facilitare il consumo da una parte o dall’altra. Dovremmo invece limitare gli sprechi”, ha dichiarato Breton.

Il forum è stato il primo incontro tra consumatori e produttori mondiali di energia dopo il picco del prezzo del petrolio di 70,82 dollari al barile raggiunto il 30 agosto scorso, prima di ritornare ai circa 57 dollari attuali.

Il ministro dell’energia del Qatar Abdullah bin Amad al Attiyah ha affermato che il mercato dell’energia potrebbe trovarsi di fronte ad una maggiore offerta petrolifera nel secondo quarto del 2006, il che potrebbe abbassare i prezzi. “Ci sarà più petrolio in circolazione. Ciò potrebbe rappresentare un problema. Dobbiamo affrontarlo con molta cautela”, ha riferito Ayatollah ai giornalisti presenti.

E ha aggiunto: “Fino a oggi, abbiamo potuto mantenere i prezzi a questo livello. Ma cosa succederà nel secondo quarto dell’anno considerando che la domanda nell’emisfero settentrionale di solito diminuisce alla fine della stagione invernale”?

Attiyah ha detto che l’OPEC – che si incontrerà in Kuwait il 12 dicembre – dovrà prendere in esame questioni importanti, in particolare quella della domanda d’energia mondiale. “Dobbiamo affrontare alcune criticità; non dobbiamo essere presi alla sprovvista”, ha commentato.

Il ministro del petrolio saudita Ali al Nuiami ha dichiarato che attualmente l’offerta petrolifera eccede la domanda e che non c’è bisogno di ‘misure extra’”. “L’OPEC a settembre ha offerto due milioni di barili in più, ma nessuno ha risposto”, ha ricordato incolpando di nuovo le raffinerie mondiali per non essere state capaci di soddisfare i bisogni dei consumatori.

Il Forum, svoltosi in una giornata e ideato per smussare la volatilità del mercato assicurando prezzi stabili, ha ospitato circa 20 ministri dell’economia e del petrolio dei principali paesi produttori e consumatori, così come i quadri esecutivi delle compagnie petrolifere multinazionali.

Tra strette misure di sicurezza, il Forum ha accolto i ministri dell’economia e dell’energia di Usa, Francia, Gran Bretagna, Germania, Iraq, Iran e Emirati Arabi Uniti.

Creato nel 1991, l’IEF [International Energy Forum, NdT] funge da mediatore per il dialogo tra i produttori e i consumatori di petrolio e gas su questioni di fondamentale importanza come i prezzi energetici, la sicurezza e l’offerta energetica, così come su questioni tecnologiche e ambientali.

Il Segretario Usa per l’energia Samuel Bodman, attualmente in visita a Riyahd in un tour che lo vedrà visitare quattro nazioni della ricca regione del Golfo, venerdì ha affermato che ci vorranno almeno due anni perché venga fornita la quantità di petrolio necessaria a risolvere gli squilibri del mercato mondiale.

Fonte: http://www.dailystar.com.lb/article.asp?edition_id=10&categ_id=3&article_id=20183

Tradotto da Alesssandro Siclari per Nuovi Mondi Media