L’Italia non sa nemmeno scegliere il successore di Draghi

17 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Verrebbe da pensare che il governo italiano abbia di meglio a cui pensare in un momento delicato come questo per il paese. Invece sono ormai settimane che il governo si interroga su chi piazzare al timone della Banca d’Italia una volta che, in novembre, se ne sara’ andato l’attuale governatore Mario Draghi, che ha le valigie pronte per Francoforte.

Un’altra fonte di incertezza – scrive lo Spiegel Online – in un periodo in cui l’Italia ha assoluto bisogno di riguadagnarsi la fiducia dell’Europa e dei mercati. L’economia e’ paralizzata, il livello di debito pubblico e’ su livelli allarmanti e le agenzie di rating sono preoccupati circa le prospettive che l’Italia abbia bisogno di un piano di salvataggio da parte dell’Unione Europea.

“Ma cosa fa Silvio Berlusconi e il suo gabinetto invece di tirare il fiato? Alimentano una disputa su uno dei posti piu’ importanti del paese: il governatore della Banca d’Italia”.

A novembre Mario Draghi, 63 anni, prendera’ il posto che e’ ora di Jean-Claude Trichet, attuale numero uno della Banca Centrale Europea. Percio’ Roma non ha molto tempo a disposizione per trovare un altro governatore altrettanto capace, qualcuno preparato che possa calmare il nervosismo dei mercati e aiutare la ripresa economica. Invece il premier e i suoi colleghi si sono messi a litigare, cadendo nella trappola dei soliti intrighi.

Il ministro dell’Economia Tremonti e Berlusconi non sono d’accordo sul nome, tanto da aver spazientito il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si e’ sentito costretto a intervenire: “Non possiamo permettere che giochi di potere e differenze personali danneggino la banca centrale italiane e la Bce”.

La Bankitalia non ha bisogno di vivere altri tempi bui: in passato e’ stata gia’ scossa da scandali sufficienti. Il predecessore di Draghi, Antonio Fazio, e’ stata costretto a dimettersi nel 2005 dopo lo scoppio di uno scandalo legato alla corruzione. A maggio e’ stato condannato a quattro anni in prigione e una multa di 1,5 milioni di euro.

Se fosse per Tremonti, la scelta ricadrebbe su Vittorio Grilli. Il 54enne capo del Tesoro ha gia’ reso servizi straordinari in Europa. Berlusconi e’ sotto pressione da due fronti. Perche’ ha promesso a Lorenzo Bini Smaghi che il ruolo di governatore di via Nazionale sarebbe stato suo, se avesse rinunciato al suo posto di membro del consiglio direttivo della Bce, per lasciare spazio a Draghi.

Per mischiare ancora le carte, e’ spuntato il nome di un terzo candidato che si sperava potesse accontentare tutti: il vice di lungo corso di Draghi, Fabrizio Saccomanni. Ma Tremonti si e’ opposto, citando l’eta’ troppo avanzata di Saccomanni. A 68 anni, secondo il commercialista di Sondrio, il vice di Draghi e’ troppo vecchio per resistere allo stress che comporta essere al timone della banca centrale, per giunta in un momento cosi’ critico.

Seguendo questo ragionamento, pero’, anche il capo di governo Berlusconi, con i suoi 74 anni suonati, dovrebbe dimettersi seduta stante.