“L’Italia: così tanta bellezza sprecata”

28 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “Italy Breaks Your Heart”, ovvero “L’Italia vi spezza il cuore”. E’ questo il titolo dell’ennesimo editoriale dedicato all’Italia, stavolta firmato dalla penna di Frank Bruni, pubblicato sul New York Times.

“Dal momento che sono stato abbastanza fortunato da vivere (in Italia) una volta, e ci torno spesso, sono ben abituato al pessimismo teatrale degli italiani, al loro talento per il lamento. E’ qualcosa di simile a uno sport, a un’opera”, sottolinea Bruni. Ma stavolta, ammette, le cose sono cambiate, “l’intero umore” di un paese è cambiato.

L’Italia è quello che accade quando un paese conosce bene i propri problemi, ma non riesce a trovare la disciplina e la volontà di risolverli. E’ quello che accade quando le disfunzioni della politica si trascinano e la buona governance diventa un miraggio, un mito, uno scherzo”. Ci sono qui “così tanta bellezza, così tante promesse, e così tanto spreco. L’Italia vi spezza il cuore”.

E non dipende solo da Silvio Berlusconi, precisa Bruni. “La sua recente condanna per frode fiscale, insieme all’interdizione imposta dai pubblici uffici per diversi anni, non ha prodotto quel senso di liberazione e di nuovo inizio che vi potreste attendere. Ha invece costretto gli italiani a riconoscere che, sebbene lui abbia sprecato tempo, peggiorato la situazione, e sebbene sia stato un personaggio da fumetto, una buffa distrazione, i demoni che costituiscono la base del paese – una regolamentazione eccessiva e una burocrazia rococo che soffoca l’imprenditoria; un sistema chiuso di favoritismi che blocca ogni iniziativa; la corruzione e il cinismo che alimenta – lo trascendono”.

Bruni ricorda che nel secondo trimestre del 2013, il debito pubblico italiano “è salito al 133% del Pil, al secondo valore più alto dell’Eurozona, dietro solo alla Grecia”. E ancora, che il declino del Pil italiano “dell’8% circa dal picco precedente alla crisi è peggio di quello spagnolo o portoghese. Non c’è stata ancora alcuna ripresa, sebbene una crescita modesta potrebbe finalmente arrivare alla fine di quest’anno”.

“Ma non c’è bisogno dei numeri per misurare la deriva dell’Italia. Semplicemente, scendete dai treni ad alta velocità (che sono magnifici) o uscite dall’autostrada percorrendo le strane meno frequentate, e lì vedrete lo sfacelo. O tentate di gettare la vostra coppa gelato in uno dei bidoni della spazzatura della capitale del paese, Roma. Sono sempre pieni o in procinto di esplodere”.

Bruni fa riferimento alla conversazione che ha avuto con Ignazio Marino, sindaco di Roma, che mostra un cauto, timido, ottimismo, affermando che Roma è un paziente che “si può recuperare”. Riguardo a quanto Berlusconi ha lasciato all’Italia, Marino parla di “danno alla cultura che (il Cavaliere) ha prodotto”.

“E’ incredibile – dice Paolo Crepet, psichiatra italiano – Siamo un popolo creativo, siamo conosciuti in tutto il mondo per la nostra creatività”. Ma questa volta, è come se gli italiani “aspettassero qualcuno che li tiri fuori” da questa situazione”.