L’incubo Irlanda non finisce più, arriva la scure di S&P

24 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’agenzia Standard & Poor’s ha tagliato il rating dell’Irlanda, abbassandolo da ‘AA-‘ ad ‘A’, sull’indebitamento a lungo termine del Paese, a causa della probabilita’ che il governo di Dublino possa ricorrere a prestiti in misura maggiore di quanto in precedenza valutato.

Anche il rating dell’indebitamento a breve termine e’ stato tagliato da ‘A-1+’ ad ‘A-1′. Le due valutazioni sono accompagnate da una “prospettiva negativa”, a indicare che S&P intende abbassarle ulteriormente.

Immediata la reazione dell’euro, che nelle contrattazioni asiatiche ha testato il nuovo minimo degli ultimi due mesi, a quota 1,3359 dollari: di fatto, è il livello più basso dal 24 settembre. La moneta unica ha poi recuperato terreno, con gli investitori di breve periodo che hanno interpretato il forte calo delle ultime alla stregua di una opportunità di acquisto.

Tornando all’Irlanda, è ormai un dato di fatto il timore degli investitori sul suo destino, nonostante il piano di salvataggio concordato con l’Ue e l’Fmi.

D’altronde, è stata proprio Moody’s all’indomani dell’annuncio dell’accordo, ad annunciare un forte taglio del rating dell’Irlanda. In particolare, Moody’s ha spiegato che il taglio del rating dell’Irlanda e’ dovuto al “notevole peso del debito pubblico” e alle “incertezze economiche” del Paese.

A rendere la situazione più tragica è stata poi la frase utilizzata da Moody’s nel suo Weekly Credit Outlook: il downgrade potrebbe essere di molti notch, pur lasciando la valutazione complessiva pari a un rating di investment grade.

Al momento, l’Irlanda ha una valutazione pari a Aa2.