L’incubo della bolla dot com del Nasdaq sta per ripetersi. Stavolta sarà peggio

10 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Mercato azionario cinese in fase bolla come accadde al Nasdaq 15 anni fa? Il paragone, secondo gli esperti, è sempre più azzeccato. Anzi, forse non basta neanche per illustrare quanto sta accadendo a Shanghai, dove i titoli tecnologici cinesi appaiono decisamente più sopravvalutati di quanto lo fossero le azioni americane che provocarono il collasso del Nasdaq. In poche parole, come ha scritto Bloomberg, la bolla dot com esplosa in America non è stata niente se si pensa ai prezzi dei titoli della Cina di oggi.

E’ l’industria hi-tech, infatti, che sta alimentando i guadagni del mercato cinese, che ha un valore di $6,9 trilioni, ovvero $6.900 miliardi. Ed è da shock il rapporto price-to-earnings: di fatto, i buy scatenati hanno portato le valutazioni a balzare a 220 gli utili riportati, contro il ratio a 156 del Nasdaq Composite Index, nel suo picco testato nel marzo del 2000.

“I titoli tecnologici cinesi rispecchiano la bolla dot-com – ha commentato in un’intervista Vincent Chan, responsabile della divisione di ricerca della Cina presso Credit Suisse, con sede a Hong Kong – Considerato che, quando quella bolla (del Nasdaq) esplose nel 2000, le azioni scesero tra il 50% e il 70%, le azioni tecnologiche delle small-cap cinesi potrebbero soffrire forti correzioni”.

I dati statistici non rassicurano. Delle società tecnologiche globali che hanno un valore di mercato di almeno $1 miliardo, i 50 titoli che stanno riportando i rialzi più poderosi sono tutti cinesi. Ancora, il sottoindice tecnologico del listino CSI 300 è balzato nel 2015 +69% fino allo scorso martedì, più veloce di più di tre volte rispetto al listino principale.

“E’ una bolla in progresso – ha commentato Teng Bingsheng, funzionario presso la Cheung Kong Graduate School of Business a Pechino – Le valutazioni sono estremamente costose.

E come se non bastasse, sembra che la bolla si stia espandendo, colpendo anche il mercato di Hong Kong. Di fatto, se lo Shanghai Composite ha testato e superato la soglia dei 4.000 punti per la prima volta dal 2008, il mercato azionario di Hong Kong ha visto l’Hang Senf salire di quasi il 3% -nella seduta di ieri – con volumi immensi che, al valore di 250 miliardi di dollari di Hong Kong (l’equivalente di $32 miliardi) sono stati tre volte tanto la media giornaliera dell’ultimo anno e superiori di quasi il 20% il precedente record (dei volumi) dell’ottobre del 2007, all’apice della bolla che ha preceduto la crisi finanziaria.