L’Europa ce la farà a sopravvivere senza il gas russo?

13 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nonostante le continue sanzioni imposte dall’Europa ai danni della Russia e alla sua economia, va sottolineato come questa ha molta influenza sull’occidente, specialmente per quanto riguarda il petrolio e il gas.

Visual Capitalist affrontando questo tema, spiega come se in un primo momento lo scopo delle sanzioni era stato quello di concentrarsi su individui e aziende specifiche, dopo la crisi Ucraina ci si è spostati sui grandi pilastri dell’economia russa.
Tra questi l’industria petrolifera è un obiettivo importante, se non fondamentale, visto che la Russia è diventata il più grande produttore di petrolio al mondo e l’industria in questione rappresenta una grande parte dell’economia del Paese.

Tuttavia però le sanzioni non prendono di mira il settore del gas naturale o la sua proprietà statale, Gazprom, che fornisce all’Europa un terzo delle forniture di gas (solamente l’anno scorso ne ha esportato 162 miliardi di metri cubi).

Ma questa continua escalation di sanzioni potrebbe arrivare a portare aumenti dei prezzi per l’Europa, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione invernale. Se poi la Russia dovesse interrompere del tutto le forniture, molte nazioni europee dovranno cominciare a trovare soluzioni alternative, facendo così inevitabilmente salire i prezzi.

Infine Putin. Il Presidente russo ha appena firmato un accordo da 20 miliardi di dollari con l’Iran per mitigare le sanzioni petrolifere occidentali. L’accordo vedrà le due nazioni cooperare sulla produzione e la vendita del petrolio e la Russia contribuirà a sviluppare infrastrutture energetiche per l’Iran.