L’euro e il livello di resistenza suggerito da Fibonacci

19 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Borse leggermente positive, commodities che non riescono a ripartire in maniera significativa e mercato dei cambi che mostra una buona volatilità.

Ieri intanto dal mercato ci sono arrivate più che altro delle non indicazioni, come ci attendevamo del resto.

Le minute della Bank of England non hanno infatti mostrato un riposizionamento dei membri votanti a favore di un rialzo, rimanendo schierati 3 contro 6. Inoltre abbiamo visto la pubblicazione dei dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione, usciti peggiori della spettative di mercato a 12.4k unità, quando la maggior parte degli analisti scontavano un niente di fatto su questo fronte.

Dal punto di vista delle minute della Federal Reserve, come detto, non è arrivata nessuna grossa novità. L’inflazione ed i dati relativi ad essa non preoccupano in maniera particolari i membri del FOMC e le politiche di stimolo monetario dovrebbero continuare: sul lato tassi è possibile che si rimanga fermi fino a fine anno, andando a chiarificare una volta per tutte, per chi ancora non se ne fosse convinto, che le politiche monetarie di Fed e BCE sono divergenti e nulla le farà convergere verso una strategia comune nei prossimi mesi.

Per quanto concerne invece il reinvestimento dei flussi di pagamento che l’istituto centrale sta ricevendo, esso continuerà a rimanere in essere fino a quando verranno valutati i dati macroeconomici e con essi la situazione economica a stelle e strisce durante quest’estate.

Dal punto di vista dei dati previsti per oggi non abbiamo grandi spunti se non le parole di Trichet che parlerà alle ore 15 sull’economia europea, mentre dall’America arrivano i dati sull’immobiliare, il Philadelphia Fed ed i leading indicators.

Vediamo ora la consueta sezione di analisi tecnica sui cambi incominciando dal momento di rinnovata tranquillità che è possibile vedere sul cambio eurodollaro.

Da lunedì è in effetti possibile valutare sul cambio un movimento in controtendenza al movimento principale in calo (più di 800 pips a ribasso in sette giorni di scambi): il cambio dopo aver toccato 1.4050 non ha superato l’ultimo livello di supporto recuperando più di due figure. Se osserviamo un grafico orario è possibile riconoscere una precisa trendline di supporto dinamico che suggerisce a 1.4190 il primo livello al quale i prezzi potrebbero ritornare senza annullare questo percorso.

I successivi livelli di resistenza con cui il cambio avrà a che fare, se continuerà questa fase, sono piuttosto chiari: abbiamo un primo 1.4335, dato da un picco di massimo del 13 maggio scorso e possiamo ritrovare un altro a 1.4375, questo invece suggerito dalla prima percentuale di Fibonacci (il 38.2%) del movimento di calo compreso fra 1.49 e 1.4050.

Passiamo ora ad osservare il cambio UsdJpy, in una situazione di grande calma (basti pensare che nello stesso intervallo temporale visto sopra per l’eurodollaro i pips recuperati sono stati un quarto, 200 per l’esattezza).

Anche in questo caso è riconoscibile un percorso di risalita che per le prossime ore trova a 80.85 il primo livello di supporto dinamico. Molto interessante si è rivelato nella notte il test del precedente massimo di due giorni fa a 81.80 (che grazie ad un grafico con candele a 240 minuti si può notare come rappresenti un livello perfettamente suggerito dalla teoria dei ritraccaimenti), in grado per il momento ancora di rivelarsi il più importante livello di resistenza di breve. Abbiamo così trova un range di un centinaio di pips all’interno dei quali potremmo vedere il cambio muoversi nelle prossime ore.

Date le due premesse sopra descritte non possiamo che trovare un cambio EurJpy anch’esso in un percorso rialzista. La notizia è rappresentata dal ritorno stabile al di sopra di 115, mentre più nel breve possiamo considerare come livello di supporto chiave 115.70: con il medesimo timeframe di breve possiamo trovare che a 116.90 il percorso di risalita potrebbe incontrare della resistenza.

Il cable fa parziale eccezione ai movimenti sopra descritti probabilmente a causa di una seri di dati macro non certo positiva. Abbiamo infatti visto ieri il raggiungimento di un nuovo minimo di periodo a 1.6110, andando così a superare il minimo di riferimento precedente a 1.6165.

La ripresa dal nuovo livello è stata solamente parziale, dato che per considerare una pressione maggiormente favorevole alla sterlina dobbiamo attendere un nuovo ritorno al di sopra di 1.6250.

Grazie ad una sterlina debole la moneta unica ha potuto recuperare terreno e riportarsi, a distanza di un paio di settimane, al di sopra del fatidico livello di 0.88 figura. Come osservato nel recente passato, ancora una volta, questo livello si è rivelato importante per permettere al cambio una spinta ulteriore. 0.8860 e 0.89 sono ora i due livelli a cui con maggiore attenzione dobbiamo guardare.

Concludiamo con il franco che ritroviamo in forze nei confronti dei due maggiori antagonisti. Il cambio UsdChf non è riuscito nell’impresa di stazionare stabilmente al di sopra di 0.89 e dare l’attacco all’ultimo 0.90, riprendendo un percorso in calo. Il supporto più probabile è possibile trovarlo poco al di sopra di 0.87, grazie alla coincidenza di massimi e minimi durante il percorso di risalita incominciato il 5 maggio scorso.

Il cambio EurChf, infine, non sorprende risultando ancora all’interno del percorso ribassista mantenuto nelle ultime settimane. Ciò che ci interessa maggiormente è la vicinanza al minimo di 1.25, preso come minimo di riferimento della fascia di trading range mantenuta dal cambio negli ultimi dieci giorni.

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