L’era dei bond e’ tramontata. E’ tempo di puntare sull’azionario. In Europa

8 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

I bond? Cio’ che potevano offrire e’ ormai passato. L’azionario? Puo’ garantire ritorni a doppia cifra. Dove puntare? Sul mercato che piu’ e’ stato preso di mira dalle pressioni sul debito. Il futuro dell’economia? All’insegna della lentezza. E le banche? Per loro sempre meno operazioni a debito.

Ha le idee chiare Bill Gross, il gestore numero uno di Pimco. La sua strategia si basa tutta su quello che da tempo ormai definisce “new normal”, una nuova normalita’ caratterizzata da una ripresa economica che ci sara’, ma ben lontana “dalla crescita cui molti investitori si erano abituati”, ha detto Gross ai microfoni della Pbs. Tradotto in termini numerici: un +3-5% globale.

Puo’ sembrare strano che colui che e’ a capo del fondo obbligazionario piu’ grande al mondo dica che l’epoca dei bond e’ finita. Il punto sta nella tipologia di investitore con cui si ha a che fare. L’esperto ha chiarito: “se si intende perseguire una strategia con cui stare al sicuro, allora i bond hanno ancora senso. Ma i ritorni a doppia cifra sono da dimenticare”.

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Meglio guardare all’azionario, dunque. E poco importa se le occasioni piu’ interessanti si trovano in Europa, messa in ginocchio dalla crisi del debito. Perche’? Nel Vecchio Continente, ha aggiunto Gross, “i consumi di beni di prima necessita’, o aziende come Nestle’ e Danone, vanno bene anche in periodi di frenata dell’economia. Ci sono societa’ in Europa che al momento rendono il doppio di quelle negli Stati Uniti e il rapporto prezzi/utili e’ molto piu’ basso che in Usa”.

Questo non significa che il mercato americano sia da sottovalutare. “Gli Stati Uniti potrebbero crescere piu’ in fretta dell’Europa. Si tratta solo di capire che valutazioni e prezzi sono piu’ a sconto a causa dei problemi che (l’Europa, ndr) ha dovuto affrontare in termini di banche e potenziale salvataggio della Grecia e via dicendo. Le valutazioni parlano da sole”.

Il vero faro, in generale, per i mercati azionari resta in ogni caso il mercato del lavoro. Secondo Gross “l’andamento delle azioni dipende dalla crescita dei posti di lavoro”.