L’ECONOMIA USA MOSTRA I MUSCOLI: PNL + 5,8%

28 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il prodotto nazionale lordo Usa e’ salito nel quarto trimestre del 1999 del 5,8%, ben oltre le stime degli analisti, che si aspettavano +5,4%. Si tratta di uno sviluppo da paesi asiatici, un’economia forte che continua ad accelerare, nonostante stia entrando proprio in questi giorni nel nono anno di espansione.

L’indice dei costi dell’occupazione riferito al GDP (gross national product) e’ salito nello stesso trimestre di +1,1%, anche in questo oltre le stime degli analisti, che si attendevano +0,9%.

I dati macroeconomici di oggi sicuramente non sono graditi alla borsa, perche’ implicano uno scenario di rialzo dei tassi di mercato, e di future strette da parte della Federal Reserve. La riunione dell’Open Market Committee e’ prevista per la settimana prossima, l’1-2 febbraio. Il consenso degli anlisti dunque potrebbe spostarsi da un rialzo dello 0,25% del federal funds a un incremento dello 0,50%.

Il futures dell’indice Standard & Poor’s 500 e’ infatti crollato nel giro di pochi secondi, quando e’ stata comunicata la notizia del PNL, passando da una lettura positiva di + 5,00, a – 15,10.

Plubblichiamo qui di seguito quanto scritto nel rapporto quotidiano sui mercati finanziari in prima redatto dalla CABOTO:

“Oggi dsaranno comunicati il dato preliminare del Pil 4Q e l’ECI 4Q (l’indice del costo del lavoro), rinviato da giovedì. I due dati potrebbero avere l’effetto di spostare parte delle previsioni sulle mosse della Fed (da 25 a 50 pb di rialzo a febbraio), qualora si rivelassero particolarmente negativi.

Il Pil 4Q è atteso in crescita del 5,4% rispetto al trimestre precedente (+5,7% nel 3Q). La crescita dovrebbe provenire principalmente dalla forza della spesa per consumi (che rappresenta i 2/3 del Pil). Per la componente dei prezzi è attesa una variazione dell’1,5% q/q dal precedente 1,1%.

Il costo del lavoro, ECI, relativo al 4Q dovrebbe evidenziare una lieve accelerazione delle compensazioni al +0,9% q/q dal precedente +0,8%. Il dato, se confermato si manterrebbe ancora ampiamente al di sotto comunque dell’andamento della produttività, tuttavia le condizioni del mercato del lavoro rendono crescenti i rischi di aumento dei salari. La componente dei benefits, che conta per un 30% nell’indice, è attesa in aumento dello 0,8%, mentre i salari (pari al 70% dell’indice ) sono attesi in crescita dell’1%.

Dati in linea con le previsioni del consenso lascerebbero invece invariata l’attesa di un rialzo di 25 pb al Fomc della prossima settimana.
A sorpresa gli ordini di beni durevoli, comunicati ieri, hanno evidenziato un balzo nel mese di dicembre del 4,1% m/m, contro previsioni di un aumento dell’1%. Escludendo il settore della difesa gli ordini sarebbero cresciuti del 3,5%, ma il contributo principale è giunto dal settore dei trasporti (+16,2%, grazie soprattutto alla componente degli aerei civili).

Escludendo i trasporti gli ordini avrebbero mostrato una variazione di solo lo 0,7% m/m. In flessione gli ordini relativi al comparto dei computer, che possono aver risentito delle conseguenze del terremoto di Taiwan e del minore impulso degli investimenti connessi al Y2K. Indicazioni importanti in proposito verranno dal dato di gennaio”.