L’ECONOMIA AMERICANA RESISTE PIUTTOSTO BENE

30 Maggio 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Negli Usa importanti i dati sulla spesa delle famiglie di aprile, ossia il mese prima l’inizio della distribuzione dei rimborsi fiscali.

Tassi di interesse: in area Euro è continuato il rialzo dei tassi di mercato. Il tasso a dieci anni ha superato la resistenza del 4,45%, sulla scia dell’aumento delle aspettative di inflazione. La variazione dell’aggregato monetario M3 ha registrato ad aprile un incremento superiore alle attese. Negative le vendite al dettaglio tedesche di aprile per il secondo mese consecutivo.


Negli Usa tassi di mercato ancora in rialzo sulla scia del miglioramento della percezione dello stato di salute dell’economia dopo la revisione al rialzo del Pil del primo trimestre da un lato e ancora i timori di inflazione dall’altro, malgrado nel frattempo il petrolio abbia registrato un forte calo.

Il tasso decennale ieri si è spinto anche sopra la soglia del 4,10% per poi ritornare questa mattina in prossimità del 4,05%. L’apertura di un’indagine da parte della commissione Usa deputata alla sorveglianza sui mercati delle materie prime, potrebbe comportare un ridimensionamento dei corsi anche nel comparto energetico. Se tale ipotesi si rivelerà corretta, i tassi attuali sui titoli governativi potrebbero risultare eccessivamente elevati.

Di conseguenza ribadiamo l’ipotesi che anche nel 2008 l’anno potrebbe essere ripartito in due fasi sul fronte tassi, con la prima parte in rialzo e la seconda invece in calo. In questo contesto gli operatori per ora appaiono di fondo ottimisti, come segnalato tra l’altro anche dal fatto che l’indice Embi+ spread relativo ai titoli governativi dei paesi emergenti ha raggiunto il livello minimo del 2008.

Valute: Dollaro in marcato recupero. Da un lato i timori inflattivi supportano la tesi di un’inversione di politica monetaria da parte della Fed e dall’altra parte agiscono contro l’Euro i dati non positivi sulla crescita che arrivano da alcuni paesi dell’area, come ad esempio le vendite al dettaglio tedesche. Possibile pertanto che il movimento di apprezzamento del biglietto verde si spinga fino all’area 1,54. Yen contrastato nonostante il rialzo del listino azionario giapponese.

Verso Dollaro il cross ha superato soglia 105 e sembra avviarsi verso la resistenza 105,70. Qualora tale livello venisse superato, il movimento rialzista potrebbe estendersi fino a 108. Lo Yen si è invece apprezzato vs Euro, complice l’analogo movimento dell’Euro/Dollaro. La resistenza continua a collocarsi a 164,30. Nella notte sono usciti numerosi dati macro in Giappone che hanno evidenziato un deterioramento dell’economia con i consumi in forte calo, un aumento della disoccupazione ed una contrazione mensile della produzione industriale. L’inflazione si è ridimensionata sebbene rimanga in prossimità dei massimi da 10 anni.

Materie Prime: forti vendite sulle materie prime a causa dell’apprezzamento del Dollaro. Il greggio Wti ha chiuso in forte ribasso nonostante un temporaneo rialzo dopo il deludente dato sulle scorte Usa, calate in modo inatteso di 8,8Mln barili la scorsa settimana. Il fatto che il greggio però sia sceso nonostante questo dato marcatamente rialzista, significa che probabilmente i recenti rialzi sono giudicati eccessivi ed esiste la possibilità di un ritorno presso area 120$ nel breve periodo.

A pesare sulle quotazioni ha contribuito anche la notizia che la commissione Usa Cftc ha raggiunto un accordo per un maggiore monitoraggio dei mercati dell’energia in collaborazione con la FSA britannica e l’ICE. Inoltre saranno richieste maggiori informazioni circa l’attività degli index fund ed è in atto un’indagine su una possibile manipolazione del mercato. Diventa chiaro che le autorità Usa sembrano intenzionate a combattere il caro-greggio con modifiche normative all’attività di trading nei prossimi mesi.

Forti ribassi anche per i preziosi con l’argento che ha perso oltre il 5% e l’oro il 2,6%. Penalizzati anche i metalli industriali con le scorte che continuano a salire al Lme soprattutto per lo zinco (-6,5%). L’unica materia prima all’interno del Gsci in rialzo è stato il cacao (+4,1%) su preoccupazioni di un’infestazione tra le piantagioni in Costa D’Avorio che potrebbe danneggiare la produzione.

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