Nobel Krugman critica Mattarella: “fede in euro supera democrazia”

31 Maggio 2018, di Alberto Battaglia

Il premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman, è intervenuto nel dibattito italiano sul veto presidenziale su Savona: secondo l’economista, da sempre critico dell’austerità senza per questo allinearsi alle posizioni dei partiti populisti, il Quirinale avrebbe fatto qualcosa di “orribile”.

“È veramente orribile: non è necessario che ti piacciano i partiti populisti che hanno vinto un chiaro mandato elettorale, per essere sconvolti dal tentativo di escluderli dal potere perché vogliono un ministro delle finanze euroscettico”, ha affermato Krugman in un primo tweet.

Per poi aggiungere, per chiarire meglio il suo punto di vista: “La fede nella moneta unica supera la democrazia? Veramente? Le istituzioni europee stanno già soffrendo di mancanza di legittimità a causa del deficit democratico. Questo renderà le cose molto peggiori”.


Secondo l’economista, la “fede” nell’euro non può dunque superare l’esercizio democratico della formazione del governo. Approfittando di questo termine l’economista della Lega, Claudio Borghi, ha replicato “L’euro finalmente mostra il suo vero volto, è una religione, è come un dio antico che non permette dissenso e che richiede sacrifici perché sia ingraziato”.

In passato Krugman aveva professato la necessità di una politica fiscale più espansiva in Europa, ritenendo insufficiente il ricorso a quella monetaria: “La politica monetaria convenzionale ha un effetto pari a zero. È molto difficile addurre prove sul fatto che le manovre di Quantitative Easing hanno effetto solo in quanto cambiano le aspettative della gente”.

“La politica monetaria è un fattore molto marginale in quello che sta accadendo”, e ancora, “la cosa principale che avremmo dovuto imparare è che la politica monetaria non è sufficiente. È davvero necessario che ci sia anche una politica fiscale. Ma ciò non sta accadendo”.