Krugman avverte la Bce: attenzione a non fare la fine del Giappone

27 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La Bce dovrebbe fare attenzione e non seguire “senza quasi neanche accorgersene” le sorti dell’economia giapponese degli anni Novanta con l’economia paralizzata per lungo tempo dalla deflazione e con tassi a zero. E’ l’allarme lanciato dal Premio Nobel per l’economia, Paul Krugman, nel suo intervento al Forum Bce in corso a Sintra, in Portogallo, a pochi giorni dalla riunione della Banca centrale europea, in calendario il 5 giugno, quando il mercato si attende nuove misure espansive.

“Non ci sono eventi improvvisi che danno inizio alla deflazione, ci si scivola dentro senza quasi accorgersene. Si può andare avanti così per anni senza che si senta l’urgenza di un intervento”, ha messo in evidenza Krugman aggiungendo che il target di inflazione fissato dalla Bce, vicino ma inferiore al 2%, sarebbe troppo basso e non realmente motivato.

La Bce – suggerisce Krugman – dovrebbe dunque rialzare il suo target di inflazione. “So bene – dice Krugman – che qualsiasi proposta di aumentare il target di inflazione è guardata con scetticismo dai banchieri centrali”. Tuttavia, secondo l’economista, “se il target del 2% era difendibile negli anni Novanta, ritengo che non sia più adeguato in futuro”. “C’è un significativo rischio – aggiunge – che l’Europa resti intrappolata dalla bassa inflazione o dalla deflazione”. “Un tasso relativamente alto di inflazione – dice ancora Krugman – può essere considerato come una cruciale forma di assicurazione, un modo per evitare la possibilità di bassi tassi di crescita”.