Knot (BCE) rilancia ipotesi patrimoniale in Italia

20 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

Per ridurre il debito, l’Italia dovrebbe ricorrere ad una tassa patrimoniale. Il suggerimento arriva dal governatore della Banca d’Olanda, e membro del board della Bce, Klaas Knot, che si aggiunge alla lunga lista di coloro che sostengono la necessità di un ricorso a una tassa sulla ricchezza degli italiani per ridurre la pressione sul debito.

“Siete un’economia dai molti volti diversi – afferma Knot in una intervista al Corriere della Sera – ci sono problemi nel settore pubblico, ma il Paese ha anche molta ricchezza privata. Nel G7, con il Giappone l’Italia è il Paese nel quale la ricchezza privata è più alta che in ogni altro Paese”.

Per Knot,

“In Italia c’è qualcosa che somiglia a un problema di redistribuzione interna, dato che c’è un debito pubblico così alto e una ricchezza privata che anch’essa è molto elevata. E certo, assolutamente, una tassa patrimoniale sarebbe una soluzione standard da libro di testo. Ora, le patrimoniali presentano anche svantaggi di arbitraggio e evasione e io non conosco l’economia italiana così bene da poter dire come funzionerebbe e quali sarebbero le conseguenze negative. Dunque evito di consigliare qualunque cosa, non è il mio ruolo”.

Oltre all’alto livello di indebitamento, Knot sottolinea i rischi di una crescita stagnante:

“Il debito pubblico – prosegue – è una preoccupazione, sì. Ma una preoccupazione del tutto particolare è la bassa crescita… E il problema dell’Italia è che da vent’anni ha una crescita della produttività stagnante o nulla, il reddito per abitante in termini reali è ancora a livelli simili di quando entrò nell’euro.

Praticamente non c’è stata crescita. E il debito sta salendo. Nelle ultime previsioni della Commissione va su, non giù. Questo mi preoccupa, perché dal punto di vista di un banchiere centrale la cosa che temiamo di più è la dominanza dei problemi di bilancio”.