Knot (BCE) rilancia ipotesi patrimoniale in Italia

di Mariangela Tessa
20 Maggio 2019 16:35

Per ridurre il debito, l’Italia dovrebbe ricorrere ad una tassa patrimoniale. Il suggerimento arriva dal governatore della Banca d’Olanda, e membro del board della Bce, Klaas Knot, che si aggiunge alla lunga lista di coloro che sostengono la necessità di un ricorso a una tassa sulla ricchezza degli italiani per ridurre la pressione sul debito.

“Siete un’economia dai molti volti diversi – afferma Knot in una intervista al Corriere della Sera – ci sono problemi nel settore pubblico, ma il Paese ha anche molta ricchezza privata. Nel G7, con il Giappone l’Italia è il Paese nel quale la ricchezza privata è più alta che in ogni altro Paese”.

Per Knot,

“In Italia c’è qualcosa che somiglia a un problema di redistribuzione interna, dato che c’è un debito pubblico così alto e una ricchezza privata che anch’essa è molto elevata. E certo, assolutamente, una tassa patrimoniale sarebbe una soluzione standard da libro di testo. Ora, le patrimoniali presentano anche svantaggi di arbitraggio e evasione e io non conosco l’economia italiana così bene da poter dire come funzionerebbe e quali sarebbero le conseguenze negative. Dunque evito di consigliare qualunque cosa, non è il mio ruolo”.

Oltre all’alto livello di indebitamento, Knot sottolinea i rischi di una crescita stagnante:

“Il debito pubblico – prosegue – è una preoccupazione, sì. Ma una preoccupazione del tutto particolare è la bassa crescita… E il problema dell’Italia è che da vent’anni ha una crescita della produttività stagnante o nulla, il reddito per abitante in termini reali è ancora a livelli simili di quando entrò nell’euro.

Praticamente non c’è stata crescita. E il debito sta salendo. Nelle ultime previsioni della Commissione va su, non giù. Questo mi preoccupa, perché dal punto di vista di un banchiere centrale la cosa che temiamo di più è la dominanza dei problemi di bilancio”.