Juncker tuona contro il governo: “ministri bugiardi sui fondi Ue”

3 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Nuovo scontro a distanza tra il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, e il governo gialloverde con il primo che ha accusato “un certo numero di ministri italiani” di essere dei “bugiardi”, perché mentono ai cittadini sul sostegno all’Italia dell’Unione Europea. Le dichiarazioni arrivano durante un’intervista a EuranetPlus, al termine di un bilaterale con il premier Giuseppe Conte, durante il quale aveva detto che “tra Italia e Commissione Ue è grande amore, con tutti i ministri italiani”.

Ancora una volta quindi una affermazione del presidente della Commissione Ue è destinata a far discutere e a creare tensione con il governo italiano.
“Sono stato in Italia negli ultimi due giorni e ho constatato sul posto che sono molti gli italiani che pensano che l’Europa non faccia abbastanza per aiutare l’Italia, cosa che mi dispiace Abbiamo dato 130 miliardi all’Italia. Il piano Juncker ha generato investimenti dell’ordine di 63,3 miliardi. I fondi strutturali, sostegno europeo per rinvigorire l’economia, sono più di 44 miliardi”, ha spiegato  Juncker, ricordando anche le risorse per la crisi migratorie che ammontano a circa 1 miliardo. “Nel complesso il sostegno europeo all’Italia è di 130 miliardi di euro. C’è un italiano, uno solo che lo sa? No, perché un certo numero di ministri italiani dicono il contrario. Sono dei bugiardi, dei bugiardi”, ha tuonato Juncker.

Il vicepremier Luigi Di Maio ha replicato a ‘Di Martedì’, ospite di Giovanni Floris:

“Non ho capito cosa volesse dire Juncker, ma non ho intenzione di alimentare tensioni con la Commissione Ue. Questo è un momento delicato per tutta l’Europa. Si è fermata l’esportazione del made in Italy e per questo ho firmato per via della Seta. Anche la Germania, che è la locomotiva d’Europa, ha rallentato le esportazioni di automobili. Noi con l’esportazione del made in Italy usciamo dalla crisi. Con la legge di bilancio abbiamo pensato a mettere in sicurezza le persone più in difficoltà. Ora abbiamo fatto il reddito di cittadinanza e quota 100, ma non sono le uniche ricette per la crescita. Adesso dobbiamo pensare al ceto medio, con il salario minimo orario per tutti e con gli aiuti alle coppie che vogliono fare figli, e investire nell’export. Produciamo le cose più belle al mondo e dobbiamo essere i più forti del mondo nelle esportazioni. I provvedimenti che stiamo facendo – ha aggiunto – vanno nella direzione di assicurare a questo Paese la crescita che abbiamo promesso. Entro una settimana avremo il decreto crescita, che aiuterà concretamente gli imprenditori”.