Juncker, spuntano problemi con l’alcol

27 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES (WSI) – Nonostante l’ostuzione di David Cameron, niente sembra ostacolare ormai Jean Claude-Juncker. Il candidato del partito dei conservatori che ha preso più voti alle Europee, ha la strada spianata per essere nominato presidente della Commissione Ue.

Tuttavia pare che agli alti piani di Bruxelles, i leader contrari a una sua nomina ma non solo abbiano espresso qualche dubbio sulle abitudini di vita del lussemburghese.

In questi giorni di intensi colloqui è stato chiamato in causa addirittura un suo vecchio problema con l’alcol. C’è persino chi dice che Juncker beva cognac a colazione.

I capi di Stato europei temono che lo stile di vita poco serio del Cristiano Democratico, leader del PPE, possano mettere in cattiva luce l’Europa. Cameron lo considera inadatto al ruolo (“Non è il politico giusto”) ma è stato isolato in Europa.

Il premier britannico cercherà di spingere perché si tenga un voto senza precedenti per scegliere il presidente della Commissione, nell’ambito di un vertice che entra nel suo secondo giorno di lavori.

Secondo Cameron Juncker – che rappresenta il vecchio – non riuscirà a mettere in atto le riforme dell’Unione Europea che il Regno Unito desidera.

JUNCKER, LA SCHEDA

Salvo sorprese Juncker dovrebbe però spuntarla. Da un quarto di secolo occupa posti di responsabilità e di governo, e viene considerato una delle migliori espressioni della democrazia cristiana europea: liberale in economia e progressista nelle questioni sociali.

Nonostante l’appartenenza al medesimo schieramento politico di Angela Merkel Juncker – così come il rivale socialista Martin Schulz non ha risparmiato critiche alla politica di austerità voluta da Berlino, definita espressione di un’Europa “che serve a punire, non ad aiutare”.

Ciò non toglie che per poter aspirare alla presidenza della Commissione abbia pur sempre bisogno del sostegno del Cancelliere – che sembra essere riuscito ad ottenere – e che in quanto ex presidente dell’Eurogruppo e deputato del gruppo parlamentare di maggioranza a Strasburgo, non sia rimasto per così dire estraneo alla gestione della crisi economica europea.

Tuttavia, alla sua nomina rimane fermamente contraria la Gran Bretagna, che considera il progetto di Juncker eccessivamente “federalista” in un momento in cui il governo di Londra deve far fronte anche all’ascesa elettorale degli anti-europeisti dell’Ukip.

Figlio di un operaio siderurgico, venne nominato premier del Lussemburgo nel 1995: carica che ha mantenuto fino al 2013, quando uno scandalo legato ai servizi segreti lo ha costretto ad uscire di scena, non è chiaro con quanti rimpianti visto che la sua attività europea eclissava di gran lunga quella nel Granducato.

Nonostante una vocazione continentale tuttavia Juncker conserva un feroce patriottismo, almeno finanziario: si irrita non poco quando viene criticato il modello economico lussemburghese, un paradiso fiscale in piena regola.