Juncker affossa l’euro

16 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi di interesse: in area Euro la sessione odierna si apre con listini in negativo e con spread in rialzo sulla scia dell’attesa delle trimestrali negli Usa e della revisione al ribasso delle stime di crescita mondiale da parte della Banca mondiale (al 2,4% dal 3%). Per la Banca Mondiale inoltre il Pil dell’area Euro nel 2013 si contrarrà dello 0,1%, mentre quello dei paesi sviluppati scenderà al 5,5% dal 5,9%. L’andamento del tasso di cambio inizia a preoccupare le autorità europee.

Ieri Juncker, capo dell’eurogruppo, ha dichiarato che il livello del tasso di cambio è “pericolosamente alto” e rischia di rovinare tutto, proprio ora che il peggio della crisi sembra alle spalle. L’euro ha toccato ieri i massimi di 10 mesi, forte di un progresso dell’8% negli ultimi sei mesi. Tale andamento minaccia l’economia europea.

Sul tema si è soffermato anche Praet, membro della Bce, secondo cui l’Istituto non ha un target sul tasso di cambio, aggiungendo che per le autorità monetarie è una variabile che va monitorato ma non è il principale obiettivo. In Spagna il primo ministro Rajoy in un’intervista ad Ft ha chiesto alla Germania ed agli altri paesi dell’area di dare maggiore stimolo alla crescita. Secondo Rajoy la Spagna in questo momento non può adottare politiche espansionistiche, ma i paesi che possono devono farlo. In merito alla richiesta di aiuti, il primo ministro ha affermato che in questo momento non è necessario, ma nel caso lo fosse potrebbe considerare solo l’OMT, il programma di acquisto di bond della Bce.

Per Rajoy la seconda metà del 2013 sarà migliore dal punto di vista economico, mentre il 2014 sarà l’anno della crescita economica e del lavoro. Ricordiamo che l’ultima settimana di gennaio la Troika visiterà la Spagna per verificare le condizioni del piano di salvataggio del sistema bancario. Dopo il collocamento sindacato di 6 Mld€ del Btp a 15 anni italiano terminato con una richiesta di 11 Mld€ e di quello a 7 anni dell’Esfs per 6 Mld€, oggi sarà la volta della Germania che emetterà il nuovo titolo a dieci anni fino a 5 Mld€. Non si arresta nel frattempo il flusso di emissioni dal lato finanziario tra cui il 7 anni senior di Santander ed il 12 anni covered bond di Intesa.

Negli Usa indice S&P500 in lieve rialzo a fronte di andamento opposto dell’indice Nasdaq. Il settore tecnologico è stato penalizzato dalla continuazione del forte calo di Apple (-3,15%) dopo l’indiscrezione riportata da Nikkei Newswire secondo cui sarebbero stati tagliati del 50% gli ordini di componentistica per la produzione dell’iPhone5 a causa dell’andamento non favorevole delle vendite. Sul fronte macro i dati sulle vendite al dettaglio di novembre son risultati al di sopra delle attese, grazie principalmente al buon andamento delle vendite di auto.

Nel frattempo l’attenzione si sposta progressivamente sul tema dell’innalzamento tetto del debito Usa (attualmente fissato a 16.400Mld$ e già raggiunto a fine 2012), su cui il Congresso sarà chiamato a pronunciarsi tra febbraio e marzo. Ieri Geithner ha annunciato l’inizio di misure straordinarie che consentire di avere a disposizione 156Mld$ che, secondo il dipartimento del tesoro, potrebbero esaurirsi al più presto a metà febbraio.

Sul fronte Fed Rosengren, quest’anno membro votante ha dichiarato che a suo avviso esiste la possibilità di incremento del piano di acquisto di asset. Plosser, membro non votante, ha aggiunto che la Fed sta valutando costi e benefici di un incremento del QE.

Valute: l’euro torna sotto 1,33 verso dollaro dopo le dichiarazioni di Junker. Il supporto più vicino si colloca a 1,3250 con il successivo presso 1,3160; resistenza a 1,335. Secondo giorno di apprezzamento generale per lo yen sulla speculazione che il deprezzamento delle ultime settimane sia stato eccessivo. Dal lato macro sono risultati migliori delle attese gli ordinativi di macchinari giapponesi a novembre. Sul cross euro/yen oggi il supporto si colloca presso area 116. Verso dollaro supporto importante in area 87. Resta in prossimità dei massimi da 19 anni lo yuan cinese vs dollaro. A dicembre gli investimenti diretti stranieri nel paese sono calati in linea con il trend precedente, confermando così un calo per l’intero 2012 (-3,7%) per la prima volta dal 2009. I motivi sono il rallentamento economico e l’atteggiamento delle imprese straniere che stanno spostando gli impianti in altri paesi più economici (Indonesia, Vietnam ad esempio) alla luce del rialzo degli stipendi in Cina.

Materie prime: prosegue il rialzo dei cereali guidati dal grano (2,4%) a causa del clima freddo negli Usa. Giornata positiva anche per i metalli preziosi con oro ed argento in evidenza. È’ continuato il forte rialzo del platino in atto dal 9 di gennaio, sulla scia dei tagli alla produzione del principale produttore (Sud Africa), anche se stamani sono in corso lievi prese di profitto. Tra gli energetici in calo il Brent (-1,4%) sui timori che i contrasti tra repubblicani e democratici per l’innalzamento del tetto sul debito Usa possano impattare negativamente sulla domanda. Potrebbero aver pesato anche i tagli sulle stime di crescita Usa, paesi emergenti e Giappone da parte della Banca Mondiale. Lievi cali per i metalli non ferrosi al LME.