Economia

Jp Morgan salva First Republic Bank

Con un vero e proprio colpo di coda First Republic Bank è stata salvata da Jp Morgan, che ha provveduto ad acquistare asset per un valore complessivo pari a 229 miliardi di dollari. È arrivato quello che a tutti gli effetti è un salvataggio inaspettato del secondo fallimento più importante della storia degli Stati Uniti d’America.

In estrema sintesi, attraverso un’operazione del valore di 229,1 miliardi di dollari, Jp Morgan acquisterà la maggior parte degli asset di First Republic Bank, che in questo modo è salva.

A renderlo pubblico è stato l’Authority di regolamentazione statunitensel. Siamo davanti a quello che è considerato, a tutti gli effetti, il secondo fallimento bancario più grande della storia statunitense dopo quello avvenuto nel 2008 e che ha coinvolto la Washington Mutual.

First Republic Bank salvata da JpMorgan

Jp Morgan ha acquistato la maggior parte delle attività di First Republic Bank: a comunicarlo sono state direttamente le autorità di controllo federali, che avevano messo la banca sotto amministrazione controllata. Ricordiamo che First Republic Bank è stata fondata nel 1984 e, all’inizio del 2023, era a tutti gli effetti la quattordicesima banca più grande degli Stati Uniti.

In quest’ultimo periodo, però, la crisi che ha colpito molti istituti bancari ha determinato il crack della Signature Bank e di Silicon Valley Bank e ha compromesso, in maniera radicale, gli equilibri finanziari internazionali. Nel corso degli ultimi mesi le azioni della First Republic Bank hanno perso quasi completamente il loro valore.

I tentativi di salvataggio, messi in campo in questi mesi, non sono riusciti ad arginare la crisi. Adesso, però, First Republic Bank si è salvata unicamente grazie all’intervento di Jp Morgan e della Federal Deposit Insurance Corporation. Questa, è bene ricordarlo, provvede a fornire la garanzia sui conti correnti e ha deciso di chiudere le attività della First Republic Bank, che verranno acquisite – almeno la maggior parte degli asset – da Jp Morgan per un totale di 229,1 miliardi di dollari. Sempre Jp Morgan si assumerà il compito di assumere tutti i 103,9 miliardi di depositi.

A seguito della crisi scoppiata oltre un mese fa e dei tentativi di recupero, che si sono dimostrati fallimentari, le azioni della First Republic hanno continuato a crollare in Borsa. Come se questo non bastasse, i correntisti, preoccupati dalle possibili perdite, hanno continuato a ritirare i depositi. A marzo, la banca è riuscita ad ottenere un deposito dell’ammontare di 30 miliardi di dollari grazie ad un accordo che Janet Yellen, segretaria al tesoro Usa aveva sottoscritto con le principali banche del paese, tra le quali – oltre a Jp Morgan – c’erano anche:

  • Citigroup;
  • Wells Fargo;
  • Bank of America;
  • Morgan Stanley;
  • Goldman Sachs.

Questo intervento, però, non era stato sufficiente a rassicurare risparmiatori ed investitori.

Il rischio contagio

Le autorità statunitensi hanno cercato di lavorare in tempi rapidi per evitare il rischio contagio ed evitare che ci fossero delle ripercussioni che il fallimento della First Republic Bank avrebbe potuto provocare. La banca aveva delle caratteristiche simili a Silicon Valley Bank, tra le quali c’erano diverse somiglianze nei fattori che avevano scatenato la crisi.

Siamo davanti a delle banche medie, i cui principali clienti sono delle aziende: questo è il motivo per il quale i conti correnti risultano essere abbastanza consistenti e superare il limite – fissato in 250.000 dollari – entro il quale la legge Usa garantisce il rimborso per il fallimento.