JP Morgan: “Brexit rende fine euro 5 volte più probabile”

10 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

La decisione del Regno Unito di abbandonare l’Unione Europea avrà un impatto negativo su Londra ma forse uno ancora più devastante in Eurozona: rende infatti cinque volte più probabile il collasso dell’area euro. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di JP Morgan, Jamie Dimon.

Brexit ha resto “le possibilità che l’Eurozona non sopravviva nei prossimi dieci anni cinque volte più alte”, avrebbe riferito il banchiere citato dal Financial Times. Dimon ha rilasciato il commento durante una conferenza organizzata dall’International Institute of Finance, a cui partecipavano anche altri top manager delle big di Wall Street, come James Gorman di Morgan Stanley.

Gorman ha paura che la Brexit possa provocare una crisi maggiore. Dimon è altrettanto, se non più, pessimista. Per lui senza dubbio la Brexit alimenterà incertezza nel Regno Unito, ma non sarà una catastrofe economica e commerciale come alcuni temono: “Ridurrà il Pil  britannico ma non sarà un disastro. Creerà anni di incertezza, ma anche questo non è un disastro”.

Per l’euro rischia invece di esserlo. Dopo l’esito sorprendente del referendum del 23 giugno, Westminster farà scattare l’articolo 50 a marzo dell’anno prossimo. A quel punto Londra interromperà probabilmente i rapporti commerciali diretti con l’Europa e darà la priorità ai controlli degli immigrati, contrariamente a una visione più “aperta” che vede il mantenimento di legami economici e commerciali ancora stretti con l’Ue, in cambio delle concessioni sulla libera circolazione delle persone.

La perdita del diritto di libera circolazione per gli europei nel Regno Unito sarebbe particolarmente deleterio per Londra: ben 5.500 società britanniche fanno affari facendo affidamento sui diritti garantiti dai passaporti europei.

Il premier Theresa May ha assicurato che la Brexit sarà totale, mentre Merkel e Hollande, i leader di Germania e Francia, hanno promesso che manterranno una linea dura, senza compromessi o vie di mezzo. Il Regno Unito perderà la libertà di offrire e vendere servizi nell’Ue senza limitazioni. L’Eurozona potrebbe però, almeno secondo Dimon, perdere molto di più.

Fonte: Financial Times