JP Morgan: “Bitcoin ha corso troppo”, il prezzo giusto per il broker Usa

21 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

Per gli analisti di JPMorgan Chase la recente impennata delle quotazioni del Bitcoin, che ha visto la regina delle criptovalute sfondare il tetto degli 8 mila dollari, ha spinto i prezzi della valuta digitale ben oltre il suo valore intrinseco. Secondo la banca, negli ultimi giorni il prezzo effettivo del Bitcoin è  aumentato vertiginosamente rispetto al suo costo marginale. Per questo motivo, JPMorgan ritiene che la divergenza tra i valori reali e quelli intrinseci della criptovaluta ricalchi quella registrata nel 2017.

“Negli ultimi giorni, il prezzo della moneta ha di gran lunga superato i costi di produzione. Si tratta di un movimento che richiama all’impennata di fine 2017: al tempo la divergenza si era risolta con una riduzione dei prezzi” ha scritto gli esperti della banca americana in una nota, che ritengono i prezzi attuali eccessivi.

Ma qual è il valore intrinseco di una criptovaluta? Per la banca americana la sua definizione è un compito difficile, che rischia di non essere totalmente accurata. A tal proposito, le opinioni degli esperti variano enormemente: alcuni affermano che questi beni digitali non possiedano alcun valore intrinseco, mentre altri hanno calcolato cifre molto più alte rispetto ai prezzi correnti.

All’inizio di quest’anno, un rapporto del South China Morning Post ha rivelato che gli analisti di JPMorgan credono che il valore intrinseco di Bitcoin sia di circa $ 2.400.

Nei mesi di febbraio e marzo, la criptovaluta ha continuato ad oscillare attorno ai 5.000 dollari. All’inizio di aprile si sono registrati segnali di ripresa che hanno portato, la scorsa settimana, il prezzo fino a 8.300 dollari. Considerato che a dicembre 2018 il Bitcoin veniva scambiato per circa 3.300 dollari, la moneta ha registrato in pochi mesi un incremento del 150%.