Jobs Act, governo vuole tracciare liberi professionisti

10 Giugno 2016, di Alberto Battaglia

Dopo i ripetuti annunci il Consiglio dei ministri è passato ai fatti: è stata infatti varata la stretta sull’uso dei voucher che impone obblighi di tracciabilità molto stringenti, al fine di contenere gli abusi di questo strumento per la retribuzione occasionale.

Il committente sarà quindi chiamato a comunicare almeno un’ora prima dell’inizio del lavoro il nome, cognome o il codice fiscale del lavoratore che riceverà il buono lavoro, compreso il luogo e la durata della prestazione alla direzione territoriale del lavoro. Per quanto riguarda i lavoratori agricoli si potrà erogare il voucher entro una settimana. Chi sgarra sul tracciamento sarà punito con una sanzione amministrativa che va dai 400 ai 2.400 euro per ogni lavoratore non segnalato.

Con le nuove regole contenute del decreto viene collegato in maniera molto più stringente il lavoro alla relativa retribuzione: fino ad ora il lavoro freelance poteva essere notificato entro trenta giorni, aprendo la possibilità ad abusi dello strumento. Il voucher infatti poteva nascondere rapporti di impiego precedenti; cionostante nel 2015 solo il 7,9% dei lavoratori pagati tramite buono lavoro avevo un rapporto d’impiego nei tre mesi precedenti, secondo i dati del ministero del Lavoro. Eppure l’uso dei voucher è esploso nell’ultimo anno: solo il primo trimestre dell’anno ha visto crescere del 45,6% i buoni erogati, a 31,5 milioni; nel 2015 il numero si è attestato a 115 milioni.
Prima che la misura diventi effettiva bisognerà attendere il parere delle commissioni delle Camere, successivamente il testo potrà essere approvato dal Consiglio dei ministri.