Jobs Act, lavoratori stagionali in rivolta: “Sussidi dimezzati”

26 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dal primo maggio i lavoratori stagionali resteranno senza reditto per tre mesi l’anno.

Sono gli effetti del Jobs Act, che finirà per dimezzare il sussidio di disoccupazione a chi ha impieghi che non durano tutto l’anno, come camerieri, cuochi, bagnini e animatori dei vilaggi turistici.

A protestare contro la nuova formulazione dell’indennità per i senza lavoro, la Naspi, sono ben 300 mila persone. Il problema è nella durata della tutela, che scatterà a maggio.

Per accedere alla nuova assicurazione sociale per l’impiego – che andrà a rimpiazare le indennità al momento in vigore, ossia Aspi e mini Aspi – il disoccupato deve avere lavorato per almeno 13 settimane nei quattro anni e 30 giorni nei 12 mesi che hanno preceduto la perdita del posto.

L’assegno sarà versato ai disoccupati per la metà delle settimane lavorate negli ultimi anni.

Inoltre, recita la riforma del lavoro del governo Renzi, “ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione”.

In pratica ogni volta che un lavoratore perde il posto, il calcolo ricomincia da zero, cancellando le esperienze professionali maturate negli anni precedenti.

Chi oggi ha un lavoro sei mesi l’anno, ha diretto a un’indennità per altri sei mesi. D’ora in avanti non sarà più così e il sussidio gli verrà erogato solo per la metà del tempo lavorato.

(DaC)