J.P.Morgan AM: “Si apre il decennio dell’Asia”

4 Dicembre 2020, di Alessandro Piu

J.P.Morgan AM: “Si apre il decennio dell’Asia”

Il cambio della guardia alla Casa Bianca, pur travagliato; l’arrivo del vaccino probabilmente nel corso del primo trimestre del 2021 e il ritorno a una graduale normalità nella vita di tutti i giorni; la prosecuzione del sostegno alle economie globali derivante dalle politiche monetarie delle banche centrali e fiscali dei governi.
Sono i fattori che J.P.Morgan AM pone alla base del suo outlook per il 2021, presentato online dalla market strategist Maria Paola Toschi.

Inizia una nuova fase di espansione economica

“Siamo all’inizio di una fase di espansione economica – ha spiegato Toschi nel corso della presentazione – dopo la profonda e rapida recessione innescata dal Covid. Affrontiamo questa nuova fase, tuttavia, con i mercati finanziari a livelli di quotazione già elevati”.

Le Borse sono infatti reduci dal rally del mese di novembre. Alcune hanno addirittura segnato nuovi massimi storici al termine di un anno difficile caratterizzato da rapidi recuperi e altrettanto rapide discese.
Anche il mercato obbligazionario vede gli spread in calo e i rendimenti ridotti all’osso a causa delle politiche di tassi bassi delle banche centrali. Eppure, secondo Toschi, a guardare bene le occasioni ci sono:

“Se guardiamo più nel dettaglio, all’interno del mercato azionario ci sono grandi differenze tra le performance di singole azioni e di singoli settori. La strategia vincente sarà quindi selezionare le azioni e i settori che nei mesi passati sono rimasti indietro. In generale abbiamo già assistito nel corso dell’ultimo mese a una rotazione settoriale e al ritorno in auge dei titoli value. Utility, banche, industriali sono tornati al centro dell’attenzione”.

Asia dominerà i prossimi dieci anni

La rotazione, secondo la market strategist di J.P.Morgan AM, sarà anche geografica oltreché settoriale:

“Ci sarà maggiore attenzione sull’Europa con il varo del Recovery Fund, un’opportunità che i governi dell’area non devono farsi sfuggire, in quando in grado di innescare una crescita virtuosa. A dominare, tuttavia sarà la regione asiatica e non solo per il prossimo anno ma per i prossimi dieci anni.
I Paesi dell’Asia sono stati più virtuosi nella gestione della pandemia e hanno registrato conseguenze economiche più lievi. La Cina, soprattutto, riuscirà a chiudere il 2020 con una crescita del Pil e davanti a se ha ancora un elevato spazio per crescere se consideriamo che il suo livello di Pil-pro-capite, secondo i dati della Banca Mondiale, è ancora nella fascia dei 10.000 dollari l’anno contro i 35.000 circa dell’Italia e i 55.000 degli Stati Uniti”.

Attese positive dalla presidenza Biden

Tra gli elementi positivi da considerare per le economie asiatiche, ma anche per l’Europa, è l’arrivo alla Casa Bianca di Joe Biden. Il neo-presidente ha già dimostrato, anche con la scelta dell’ex presidente della Fed Janet Yellen per il ruolo di segretario al Tesoro, di essere più aperto del predecessore Trump sui temi del multilateralismo e del commercio internazionale.
Non solo. Secondo J.P.Morgan AM se Biden dovesse governare con un Congresso diviso (Senato repubblicano) ci sarebbero degli sviluppi positivi nella risposta alla pandemia, lo sblocco di nuovi pacchetti di stimolo fiscale bloccati durante le elezioni, un rialzo della tassazione sulle imprese più leggero di quanto previsto, una maggiore indipendenza della Fed, investimenti in infrastrutture e sanità e nuove regolamentazioni anti-trust per le società tecnologiche.

Esg nei portafogli, ormai indispensabile

Nei prossimi mesi ci sarà anche maggiore attenzione alle tematiche Esg, ormai imprescindibili nella costruzione di un portafoglio di investimento.

“In tutte le regioni del mondo – è il commento di Toschi – verranno intensificati gli sforzi per centrale gli obiettivi sul clima che prevedono emissioni 0 di Co2 entro il 2050 per Usa ed Europa ed entro il 2060 per la Cina”.