Italia: tassi di usura per le pmi, vantaggiosi per le big

8 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Rispetto al 2007, in Italia cresce il differenziale nei tassi pagati sui prestiti dalle piccole e medie aziende rispetto a quelle più grandi: nell’anno dello scoppio della crisi era pari a 64 punti (con un tasso medio per il credito delle Pmi al 6,28%) mentre nel 2012 questo spread era salito a 180 punti, con un tasso del 5,60%.

A certificare questo deterioramento del credito delle Pmi è un rapporto delll’Ocse, presentato a Roma, in cui si sottolinea come in molti paesi le condizioni di accesso al credito per le Pmi restino un elemento di preoccupazione.

In dettaglio, in Italia – dove le Pmi nel 2010 rappresentavano il 99,9% delle aziende – fra il 2007 e il 2012 la quota di prestiti assorbita dalle imprese con meno di 250 addetti è scesa dal 18,8% al 18,4% del totale. In cifre l’andamento del credito per le Pmi è andato da 186,7 miliardi (su un totale di 994,5 miliardi) a 198,6 miliardi (su un totale di 1.080,5 miliardi). Quanto alla tipologia di prestiti, il rapporto Ocse evidenzia come per le Pmi italiane la crisi abbia portato a un brusco calo di quelli a breve termine scesi dal 33,9% del totale nel 2007 al 26,6%.

Parallelamente, nello stesso periodo è cresciuta dal 79,7% all’85,7% la quota di utilizzo dei crediti autorizzati, evidenziando un aumento della richiesta di liquidità. Quanto ai fallimenti si sono pressochè raddoppiati, passando da un tasso di 11,2 casi ogni 10 mila imprese nel 2007 a 22 casi nel 2012.

Rallenta il tasso di crescita delle sofferenze. E’ quanto emerge dalle rilevazioni di Bankitalia sulle principali voci dei bilanci bancari. In dettaglio a maggio il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze – senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuita’ statistiche – e’ risultato pari al 21,7 per cento rispetto al 22,3 per cento di aprile.
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Per quanto riguarda l’andamento dei tassi di interesse, sempre a maggio quelli sui finanziamenti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,65 per cento (3,63 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 9,35 per cento (9,37 per cento ad aprile). I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle societa’ non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 4,18 per cento (4,27 per cento ad aprile); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia al 2,58 per cento (2,66 per cento ad aprile). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,87 per cento (0,89 per cento ad aprile).

(Adnkronos-TMNews)