Italia rischia manovra? Mancano 10 miliardi, Sanità nel mirino

21 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il governo Renzi starebbe accelerando sui tagli alla sanità. E’ quanto riporta il Messaggero, in un articolo scritto da Michele di Branco.

“La legge di Stabilità vale già più dei 25 miliardi di euro che erano stati preventivati: il conto, nelle ultime settimane, viaggia ormai verso i 30-35 miliardi. Ed il governo, alle prese con il non facile rebus delle coperture, accelera sui tagli alla sanità”.

Già con il decreto Enti locali, il governo ha lanciato misure del valore di 2,3 miliardi, al fine di razionalizzare la spesa. “Ma l’orizzonte è molto più ambizioso ed ora ne servono almeno altri 10 da recuperare nel corso del triennio 2016-2018”. I tagli sarebbero stati concepiti per ridurre gli sprechi degli ospedali.

Anche Marco Palombi in un articolo de Il Fatto Quotidiano affronta la questione, scrivendo: “Panico manovra – Renzi, abbiamo un problema. Ai conti mancano 10 miliardi, sottolineando che “Il premier pensava che la “flessibilità europea” valesse un punto di Pil, sarà (forse) lo 0,4%. Pure il Pil non aiuta”.

Ieri intanto il ministro dell’Interno e leader di Area popolare, Angelino Alfano, ha detto, nel corso di un’intervista rilasciata all’ANSA: “Siamo di fronte alla crisi economica più lunga dal dopoguerra: servono leggi speciali anti-crisi per almeno cinque anni. A settembre, con la ripresa dell’attività e in vista della legge di Stabilità, presenterò al presidente del Consiglio una proposta dettagliata su fisco, burocrazia, incentivi alle famiglie”.

“Servono – ha detto – leggi speciali per uno shock fiscale, con una botta secca alla tassazione prima casa e un fortissimo sostegno fiscale alle famiglie con detrazioni e deduzioni per i nuovi nati e aiuti alle spese, dai pannolini ai libri: per le famiglie abbiamo un piano da 7,5 miliardi, con solide coperture. Per alcuni anni, noi ne proporremo cinque, ci deve essere per cittadini e imprenditori libertà assoluta di realizzare ciò che le leggi consentono loro senza dover chiedere autorizzazioni, licenze o permessi”. (Lna)