Italia, prima in Europa per le tasse. Nonostante cio’, servizi sociali inadeguati

24 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Su ciascun italiano grava un peso tributario annuo, fatto di sole tasse, imposte e tributi, pari 7.359 euro, mentre in Germania la quota pro capite tocca i 6.919 euro. Tra i principali Paesi dell’area euro, solo la Francia sta peggio di noi. Ma si tratta di una situazione relativa, perché i transalpini versano una media di 7.438 euro di tasse allo Stato, ma vengono ‘ricompensatì con una spesa sociale pro capite pari a 10.776 euro. E’ quanto sostiene il Centro studi della Cgia di Mestre, sulla base delle tasse pagate nel 2009.

Sempre in termini di spesa sociale i tedeschi ricevono, invece, 9.171 euro pro capite l’anno, mentre agli italiani tra spese per la sanità, l’istruzione e la protezione sociale vanno appena 8.023 euro: vale a dire 2.753 euro in meno della Francia e 1.148 euro in meno della Germania. Se si analizza invece il saldo, vale a dire la differenza pro capite tra quanto ricevuto in termini di spesa e quanto versato in termini di tasse, quello francese è positivo e pari a 3.339 euro. Anche il differenziale tedesco registra una valore positivo, pari a 2.251 euro. In Italia, invece, si segna un saldo di 664 euro pro capite.

«La situazione è fortemente sconfortante – commenta il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – perché dimostra ancora una volta come, pur in presenza di un peso tributario tanto elevato, in Italia non vengano destinate risorse adeguate per la casa, per aiutare le famiglie indigenti, i giovani, i disabili e chi vive ai margini della società. È evidente a tutti che le tasse così elevate nel nostro Paese sono la conseguenza di una spesa pubblica eccessiva».

A chi poi sostiene che probabilmente le tasse sono alte per colpa degli evasori fiscali, Bortolussi replica in modo secco: «E’ innegabile che il problema dell’evasione fiscale pesi sull’Italia. Ma allora sarebbe anche opportuno studiare una strategia efficace affinché venga fatta emergere l’economica sommersa e si faccia pagare chi è completamente sconosciuto al fisco». Dagli Artigiani di Mestre arriva infine la sollecitazione «ad abbassare le imposte, combattere l’evasione fiscale e tagliare le intollerabili inefficienze presenti nella Pubblica amministrazione così come stanno facendo in tutti gli altri Paesi europei».