Italia, immobiliare è veramente in ripresa

12 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

Continua la moderata, ma costante ripresa del mercato immobiliare in Italia: dai dati contenuti nell’ultimo Rapporto immobiliare residenziale, elaborato dall’Agenzia delle Entrate e dall’Abi, si osserva un aumento delle compravendite immobiliari del 6,5% nel 2015, cui sono corrisposti 449mila immobili passati di proprietà. L’aumento è stato anche più pronunciato rispetto a quello del 2014, quando il volume delle compravendite era salito del 3,5%.

 

 

Il Rapporto indica quattro fattori per spiegare l’inversione di tendenza del mercato immobiliare dopo diversi anni di forte crisi. Il primo è che l’acquisto di un bene come la casa non può essere rinviato all’infinito, per quanto possano essere poco propizie le condizioni; in secondo luogo si osserva da qualche tempo un miglioramento, per quanto “non esaltante”, della congiuntura economica del Paese; poi, va considerato che la politica monetaria assai accomodante ha contribuito a ridurre i costi per l’accesso ai finanziamenti da parte delle banche, fatto evidenziato dall’aumento del 19,5% degli acquisti effettuati con mutuo ipotecario (“limitando l’osservazione a quegli acquisti effettuati con ipoteca iscritta sull’abitazione acquistata”). Infine ha giocato un ruolo il costante calo dei prezzi degli immobili, che ha stimolato l’impressione che sia arrivato “il momento buono” per effettuare l’acquisto.

Fra gli altri dati decisamente positivi si trova il raggiungimento del massimo storico per l’indice di Affordability che misura la possibilità di accesso alle famiglie all’acquisto di un’abitazione, a fine 2015 segna un miglioramento di 2,1 punti percentuali. Altro record positivo è rappresentato dalla quota di famiglie che disponeva di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo: nel secondo semestre del 2015 essa era pari al 69%.

Fra le regioni nelle quali l’incremento delle compravendite è stato maggiore spiccano il Veneto (+12,1%), seguito da Toscana e Friuli Venezia Giulia (+10,8%). La Lombardia invece, in crescita del 9% ospita un quinto del mercato nazionale.