Italia: gli analisti di S&P spiegano il declassamento di Roma

23 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – L’agenzia di rating S&P torna a parlare dello stato di salute dell’Italia e lo fa senza mezzi termini, spiegando che se ha declassato le prospettive sulla situazione creditoria del paese a negativo da stabile e’ per via dell’aumento dei rischi provocato dal piano messo a punto dal governo per ridurre il deficit.

Le dimensioni notevoli del debito pubblico renderebbero molto difficile per la comunita’ internazionale offrire un eventuale aiuto, che potrebbe diventare necessario visti i rischi al ribasso per la crescita economica segnalati.

S&P osserva al contempo che le banche italiane, a differenza di Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo, ovvero gli altri quattro paesi fortemente indebitati dell’area periferica della regione, hanno dovuto fare ricorso solo in minima parte al fondo di aiuti messo a disposizione della Bce.

Nella relazione e’ presente anche una parte piu’ rassicurante: secondo l’agenzia l’Italia ad ogni modo non dovra’ essere salvata da Ue o FMI, per via della mancanza di squilibri fiscali significativi. Ma se per caso la crescita dovesse peggiorare ancora e si dovesse presentare il bisogno, allora le autorita’ internazionali faranno fatica a correre in soccorso di Roma.