Italia: fuga di capitali, in due anni espatriati 300 miliardi

31 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “Gli uomini e i soldi si comportano sempre alla stessa maniera. Male. O bene? Dipende dai punti di vista. Diciamo che si difendono come possono: sono dotati di un formidabile istinto di conservazione, per cui non ci sono leggi ne’ divieti che tengono”.

Questo l’incipit dell’editoriale di Vittorio Feltri sull’edizione odierna del Giornale, nel quale l’opinionista conservatore piu’ avanti asserisce che “Monti ha dichiarato guerra al denaro, ma e’ stato sconfitto”.

“I portafogli e i loro proprietari vanno dove li porta la convenienza. La conferma viene da Bankitalia, i cui dati non mentono. Da maggio 2010 allo stesso mese di quest’anno, 24 mesi in totale, dai conti correnti e dai depositi del nostro paese – scrive Feltri – sono spariti la bellezza di 274 miliardi di euro, una fortuna”.

La colpa e’ dell’incremento delle tasse, insomma. Possibile. Ma all’editorialista del Giornale si puo’ fare una obiezione: con ogni probabilita’ la stessa gente che ha espatriato quei soldi e’ quella che prima evadeva, di conseguenza quei soldi non vengono poi a mancare nelle casse statali.

Tra i metodi piu’ comuni per espatriare i capitali – che hanno colto impreparata la Guardia di Finanza – c’e’ quello dell’apertura di un conto postale in Svizzera, che consente di aprire un conto di 20 – 25 mila euro e ritirare la propria carta di credito.

Intanto mentre il governo e’ impegnato a combattere il ‘cancro’ dell’evasione fiscale, sta scattando l’allarme Pil: solo la Grecia fa peggio dell’Italia e ora ventimila statali rischiano il posto. Anche se Monti assicura che la Spending Review non e’ una seconda manvora, ha tutta l’aria di esserla.

In giugno la disoccupazione e’ salita al nuovo record di 10,6% dal 10,4% del mese precedente.