Italia: economia non decolla, anzi rallenta

5 Maggio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Emergono nuovi rischi al ribasso, ossia di frenata, per l’economia italiana. A segnalarlo è l’Istat, che nella sua ultima nota mensile osserva come a febbraio l’indicatore composito anticipatore dell’economia numero tre in Eurozona abbia segnato una battuta d’arresto, suggerendo un rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine.

Nel frattempo, come se non bastasse, la Bce ha sì previsto un incremento dei livelli di inflazione ma solo a partire da giugno di quest’anno. Secondo l’istituto centrale di Francoforte, si collocherà “su valori lievemente negativi (e quindi in deflazione, NdR) nei prossimi mesi e che poi riprenda a salire nella seconda metà del 2016″

Nei primi mesi dell’anno la dinamica dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane si mantiene altalenante. In aprile – si legge nella nota dell’Istat – si è registrato un sensibile miglioramento della fiducia nei servizi di mercato e nelle costruzioni cui si è accompagnato un aumento moderato nella manifattura; per contro il commercio al dettaglio ha segnato un ulteriore peggioramento dopo la flessione in marzo.

In un contesto europeo caratterizzato da una crescita significativa del Pil nel primo trimestre dell’anno, l’economia italiana presenta segnali positivi associati al miglioramento della produzione industriale, al consolidamento dell’occupazione permanente, alla riduzione della disoccupazione e alla crescita del potere di acquisto delle famiglie. Tuttavia l’evoluzione del clima di fiducia rimane incerta e l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana segnala rischi di un rallentamento dell’attività economica nel breve periodo.