Italia e Francia lanciano allarme Libra. E il Bitcoin torna sotto $10 mila

18 Luglio 2019, di Mariangela Tessa

L’arrivo di Libra, la criptovaluta lanciata da Facebook, continua a suscitare forti preoccupazioni non solo tra le banche centrali mondiali ma anche tra i governi. Nuove perplessità verso il progetto del colosso Internet di Mark Zukerberg sono state sollevate anche dal ministro italiano dell’economia, Giovanni Tria, che, dal Dal G7 finanziario di Chantilly, ha spiegato:

“C’è una preoccupazione generale e la decisione è che questa preoccupazione si tradurrà in un’azione”. A chi gli chiede se sia un’azione di contrasto dell’iniziativa di valuta virtuale lanciata da Facebook il ministro ha indicato “un’azione per il controllo di quanto sta accadendo, la preoccupazione quindi darà luogo ad un intervento”.

Le dichiarazioni di Tria si aggiungono a quelle del suo omologo francese, Bruno Le Maire, che dal summit finanziario, ha detto che la Libra “non può diventare una valuta sovrana”. “Bisogna considerare tutti i rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo internazionale”.

Un nuovo affondo che si è ripercosso sul mercato delle criptovalute, con il Bitcoin di nuovo in calo in area 9.400 dollari con un tonfo di oltre 25 punti percentuali rispetto a una settimana fa.

La nuova fase ‘orso’ delle criptovalute è stata innescata dai giudizi negativi espressi dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e da quello della Federal Reserve, Jerome Powell, su Libra, la moneta virtuale che Facebook intende lanciare.

Non solo. Anche il Congresso Usa è impegnato per trovare soluzioni legislative che possano stabilire regole per il comparto mentre molti parlamentari hanno criticato il progetto studiato da Facebook, sottolineando che, dopo il caso Cambridge Analytica, il social network non merita troppa fiducia.