Italia, DBRS: così gli investimenti aumenteranno PIL

24 Gennaio 2018, di Daniele Chicca

Di tutti gli elementi che compongono il Pil italiano, fa sapere l’agenzia di rating DBRS, quella degli investimenti ha registrato il calo più marcato da quando è scoppiata l’ultima crisi finanziaria. Dopo una contrazione complessiva del 30%, gli investimenti totali si sono ripresi a partire dal settembre del 2014. Nonostante il recupero dai minimi, tuttavia, rimane molto al di sotto dei livelli pre crisi.

È uno degli aspetti fondamentali per capire come l’Italia può tenere il passo delle altre potenze economiche mondiali. Il grafico riportato dall’agenzia canadese nel suo ultimo report, in cui si spiega come un ritorno degli investimenti potrebbe dare una bella spinta al Pil della terza forza economica dell’area euro, mostra che una volta che sono tornati gli investimenti, l’attività economica ha guadagnato circa l’11% e il trend resta positivo.

La variazione positiva è legata in gran parte alla crescita della domanda nei settori ciclici, alle condizioni finanziarie in miglioramento e agli incentivi fiscali per incoraggiare gli investimenti. A trainare la ripresa sono stati i beni dell’universo dei trasporti e dei macchinari, che hanno contribuito con una quota del 35% degli investimenti aggregati, con un incremento del 24,7% e 97,4%, rispettivamente, da settembre di quattro anni fa.

A limitare la ripresa degli investimenti è stato il contributo pressoché insignificante, rispetto agli altri comparti, del settore delle costruzioni (+2,9% dai minimi). Questo campo influisce molto sugli investimenti e la sua performance fiacca si può attribuire, secondo i calcoli dell’agenzia di rating, alla crisi che ha travolto l’Italia, a cui si è aggiunto i pagamenti in ritardo delle istituzioni pubbliche e le condizioni di prestito difficili. Il risultato è che il settore è quello che, tra i gruppi aziendali non finanziari, detiene la fetta più ampia di debiti inesigibili.

Investimenti cruciali per dare una spinta ulteriore e decisiva al PIL

Investimenti: ampi margini di miglioramento nelle costruzioni

Detto questo ci sono anche segnali positivi per il settore delle costruzioni, che ha visto crescere il suo valore dalla fine del 2016 a oggi. Malgrado un calo dei livelli della fiducia delle imprese del comparto, questo aspetto resta “molto positivo”. DBRS è convinta che un consolidamento del settore, unito ai tentativi del governo di alimentare la crescita economica attraverso progetti di infrastrutture, dovrebbe dare una bella spinta agli investimenti nelle costruzioni in futuro.

Un ulteriore contributo positivo agli investimenti dovrebbe arrivare dalla ripresa degli investimenti pubblici. In questo frangente, dopo i cali persistenti negli ultimi anni dovuti anche alle incertezze normative, il governo Gentiloni stima un aumento del 5,1% in termini nominali.

Inoltre, a DBRS è piaciuta la decisione del governo di prolungare gli incentivi fiscali per tutto il 2018: questo offre una spinta ulteriore agli investimenti, che dovrebbero crescere del 3,3%. Ciò dovrebbe a sua volta espandere le attività economiche e il PIL di uno 0,6% aggiuntivo, percentuale che si confronta con il +0,2% di media registrato dal 2014.

Dopo anni di crescita da prefisso telefonico, il Pil italiano è visto crescere dell’1,5% nel 2018 dopo l’espansione percentuale analoga riportata nel 2017. L’opinione dell’agenzia di rating, alla luce del continuo calo dei crediti deteriorati nei portafogli delle banche e iscritti nei bilanci delle aziende, l’accelerazione degli investimenti potrebbe favorire la crescita del credito, per cui è prevista una “graduale ripresa”.

È un elemento cruciale per l’Italia: se vuole sperare in una ripresa duratura e significativa dell’attività economica, il paese deve fare affidamento agli investimenti, dal momento che la crescita del credito verso le imprese non finanziarie rimane debole, limitando il potenziale di crescita dell’economia.