Italia, attenzione. Ancora a rischio downgrade da Moody’s

6 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri è stata caratterizzata da forti perdite sui listini azionari e da un pesante calo dei tassi governativi e swap. Il tasso a due anni tedesco è infatti sceso sotto lo 0,5% e quello a dieci anni si è portato intorno all’1,8%, poco sopra il tasso di riferimento Bce. Forti rialzi anche sugli spread periferici.

Il differenziale Italia-Germania ieri ha chiuso la sessione sopra i 370 pb, mentre in mattinata si è portato in prossimità dei 380 pb, nonostante alcune indiscrezioni Reuters abbiano indicato ieri acquisti da parte di banche centrali.

La Bce ha comunicato che la scorsa settimana ha acquistato bond per 13,3 Mld€, mentre oggi drenerà 129 Mld€. A tale proposito, il prossimo presidente della Bce, Draghi, ha dichiarato che l’acquisto di titoli di stato italiani da parte della Bce è solo temporaneo e non può sostituire la politica nazionale tesa alla disciplina di bilancio.

Intanto l’agenzia di rating Moody’s ha ribadito che il rating italiano è sotto osservazione per un downgrade. Ricordiamo che il 17 giugno l’agenzia ha messo sotto osservazione il rating del bel paese.

Preoccupazioni per l’Italia sono giunte ieri anche dalla Cancelliera Merkel che in una riunione del suo partito ha dichiarato che la situazione in Italia e Grecia è molto fragile, aggiungendo che la Grecia questo mese non riceverà aiuti se non avrà prima rispettato i suoi impegni.

In merito agli eurobond l’agenzia di rating S&P ha dichiarato che il loro rating potrebbe essere molto basso in quanto, sulla base di un’applicazione puramente meccanica, il rating potrebbe essere basato sulla più bassa valutazione dei paesi partecipanti. Di conseguenza, nel caso della partecipazione della Grecia, prenderebbero il rating greco.

Oggi è attesa la riunione tra Germania, Olanda e Finlandia sulla crisi del debito e sul collaterale greco.

Allo stesso tempo oggi inizia al senato la discussione sulla manovra finanziaria, con voto atteso entro domani.

Ricordiamo inoltre che in settimana dovrebbero giungere i risultati sull’adesione delle banche allo swap del debito greco.

Infine oggi in Austria è attesa l’asta sui titoli 2017 e 2037 fino a 1,2 Mld€.

Negli Usa riaprono oggi i mercati dopo la giornata di chiusura per festività e dopo i deludenti dati sul mercato del lavoro dello scorso venerdì.

Ieri, in un discorso tenuto a Detroit davanti a lavoratori del comparto automobilistico, il presidente Obama ha preannunciato che il piano che presenterà fra due giorni, sarà basato principalmente su un nuovo programma di infrastrutture tale da offrire impiego ai lavoratori del comparto delle costruzioni. Il presidente ha richiamato i repubblicani ad anteporre gli interessi del paese a quelli di partito.

Valute: euro in deprezzamento verso dollaro con successiva rapida inversione dopo l’annuncio della banca centrale svizzera (SNB) di procedere ad acquisti illimitati di valuta estera e di non tollerare tassi di cambio euro/franco al di sotto di 1,20. La decisione è stata giustificata con l’intenzione di frenare i rischi deflattivi causati da un eccessivo apprezzamento della valuta locale. Questa mattina il tasso di inflazione armonizzato svizzero di agosto si è attestato a -0,3% m/m.

Nonostante il calo delle borse asiatiche lo yen vs dollaro resta ingessato tra il supporto 76 e la resistenza 77,30. La valuta nipponica si sta attualmente deprezzando vs euro in seguito alla notizia in arrivo dalla Svizzera. In mattinata il cross era giunto fino al supporto collocato a 108. La resistenza si colloca a 110.

Quarto giorno consecutivo di deprezzamento (comunque molto limitato) dello yuan cinese vs dollaro.

Materie Prime: oggi riaprono i mercati Usa dopo la festività nazionale. Ieri sono stati invece regolari gli scambi al Lme dove si è assistito ad un calo generalizzato dei metalli industriali con performance comprese tra il -1% ed il -3%. Questa mattina si sta assistendo ad un marcato calo del greggio Wti che è tornato intorno agli 84$/barile, mentre il Brent staziona intorno a 111$.

Le tensioni sulle borse mondiali e sui titoli di stato periferici europei hanno in un primo tempo guidato al rialzo le quotazioni dell’oro che ha segnato un nuovo record oltre i 1920$/oncia, mentre successivamente è tornato sotto i 1900$ dopo la decisione della SNB.

Segnaliamo che lo Shanghai Gold Exchange ha annunciato un rialzo dei margini e dei limiti giornalieri di oscillazione dei prezzi sui contratti forward dell’oro e dell’argento a partire dall’8 settembre.

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