Italia, alert Ocse: troppo alte le tasse sulla casa

14 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – L’Italia è tra i paesi europei che ha visto le tasse sulle proprietà registrare aumenti significativi fra il 2000 e il 2015, in relazione al valore complessivo del Pil. Questa volta a dirlo non sono le associazioni di categoria bensì l’Ocse nel suo Tax policy reforms 2017 in cui spiega come la pressione fiscale sia aumentata in 21 paesi e calata in 15 e nel primo gruppo appare proprio il belpaese.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con sede a Parigi ricorda come lo scorso anno l’Italia abbia abolito la tassa sulle prime abitazioni “per aumentare il reddito disponibile dei lavoratori e dei pensionati che sono proprietari di casa“.

Ma al tempo stesso rivela la triste realtà: il carico fiscale sugli immobili è alle stelle, un vero e proprio salasso. Ma l’Organizzazione parigina spiega anche che l’aumento delle entrate derivanti dalle tasse sugli immobili può essere frutto sia di un aumento delle aliquote che di un apprezzamento del valore delle abitazioni.

In Italia il settore immobiliare è in deblace come ha reso noto l’ultimo bollettino di Bankitalia anche se il numero delle compravendite è aumentato. E qui i numeri sono dell’Agenzia delle Entrate. Un po’ come dire che nel nostro paese le case valgono sempre di meno ma sono tassate sempre di più.

L’Italia è comunque in buona compagnia e tra gli altri paesi che registrano questi triste primato troviamo anche l’Argentina, Belgio, Turchia, Ungheria e Sud Africa. Dall’altra parte dello spettro, le maggiori flessioni sono state registrate fra il 2000 e il 2015 in Cile, Islanda, Repubblica Slovacca e Svezia.