Italia al voto il 4 marzo: elettori disillusi e apatici

4 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Occhi puntati dell’Europa sulle elezioni italiane in programma il 4 marzo. A scriverlo il Financial Times che punta tutto sul Movimento Cinque Stelle.

“Le elezioni politiche del 4 marzo in Italia segnano un momento di svolta per l’Europa, anche se non necessariamente porteranno stabilità al paese direttamente interessato, che resta in coda agli altri dal punto di vista economico e finanziario (…) L’Italia va alle urne per votazioni che potrebbero essere spartiacque per il Continente, impegnato a trovare una maggiore unità dopo la Brexit e la vittoria di Trump negli Usa (…) gli elettori della terza economia dell’Ue sono chiamati ad esprimersi in quello che è il passaggio più delicato in una fase segnata dal tentativo di rilancio della crescita economica. Infatti si registra un sempre minore sostegno per il partito democratico, di centrosinistra e filoeuropeo, e un sempre maggiore ascolto per le posizioni delle opposizioni euroscettiche”.

Gli scenari più probabili nel belpaese all’indomani del voto secondo il quotidiano economico della City?

“Da un Parlamento bloccato a una grande coalizione a un governo populista pronto a polemizzare con Bruxelles fino a mettere in dubbio la permanenza nell’unione monetaria. Nessuna di queste ipotesi lascia intravedere una maggiore stabilità per un Paese che, dal punto di vista economico e finanziario, resta l’anello debole tra i 28″.

Pronostici anche dall’agenzia di stampa  Reteurs secondo cui mentre il M5S  ha ottenuto il maggior numero di voti, Forza Italia di Silvio Berlusconi e il suo alleato della Lega Nord formano il più grande gruppo politico, mentre il Partito Democratico di centro-sinistra ha ottenuto il maggior numero di seggi parlamentari. Una legge elettorale viziata significa che una coalizione – una caratteristica regolare della politica italiana – sembra inevitabile. Ma il vincitore delle prossime elezioni italiane potrebbe essere un altro.

“Nessuno dei principali partiti politici offre soluzioni per ridurre il debito pubblico del paese, che con il 132%  del PIL è il più alto dell’ Unione europea dopo la Grecia. Le promesse pre-elettorali potrebbero peggiorare il problema (…) La preoccupazione è che gli italiani disillusi dall’attuale classe politica si allontanino dalle elezioni (…) Nelle recenti elezioni regionali in Sicilia, meno della metà degli elettori ha espresso un voto. Se questa tendenza si replica su scala nazionale, l’apatia potrebbe essere il vincitore indesiderato delle elezioni”.