I gestori contrarian che non temono Italexit e comprano Btp

20 Marzo 2019, di Alberto Battaglia

Il confronto fra lo spread italiano e quello di altri Paesi simili come la Spagna parla chiaro: gli investitori si fidano relativamente poco dell’Italia. In particolare, la situazione italiana è influenzata da un elevato debito pubblico, unito a una classe politica ritenuta imprevedibile. Il rischio di uscita dall’euro, o Italexit, è stato messo in conto in misura ancor più netta a partire dall’insediamento del governo gialloverde. Dirottato Paolo Savona alla Consob, l’esecutivo non ha più molti legami espliciti col passato euroscettico di Lega e Cinque Stelle. E alcuni gestori di fondi hanno iniziato a rendersene conto e a scommettere sui ghiotti rendimenti dei Btp.

Quando lo spread era oltre quota 300 il mercato aveva prezzato una possibile uscita italiana dall’Ue con una probabilità del 30% nell’arco dei successivi 2-3 anni, spiega a InvestmentWeek Mark Dowding, co-head of developed markets press BlueBay AM. Ancora adesso, secondo l’analista, il rischio Italexit sarebbe sopravvalutato.

“Non vediamo alcun sostegno da parte del popolo italiano” per l’uscita dall’Ue, “né da parte dei partiti politici. Riteniamo che gli investitori internazionali siano troppo ribassisti sull’Italia e che alcuni euroscettici predicheranno sempre la fine dell’euro, con le prossime elezioni europee percepite come un potenziale catalizzatore”, ha detto Dowding. “Tuttavia, pensiamo che ci sia un malinteso rispetto a molti partiti populisti nell’Ue, che si sono impegnati a cambiare e riformare il modo in cui funziona l’Ue, piuttosto che abbandonarla del tutto”.

Un altro investitore che ha arricchito di Btp il portafogli del suo fondo (Strategic Bond fund) , operando un contrarian proprio quando i rendimenti erano arrivati al 3,5%, è Mike Riddell, responsabile per il reddito fisso presso Allianz Global Investors.

“Abbiamo raddoppiato la nostra esposizione a ottobre, dato che l’Italia offriva rendimenti assurdi, che normalmente si trovano in obbligazioni societarie high yield con giudizio ‘spazzatura’”, ha affermato Riddel. “Nonostante i rendimenti [ora] leggermente inferiori, riteniamo che i titoli di Stato italiani offrano il miglior profilo di rischio/ rendimento di tutto ciò che è disponibile nel mondo, e c’è ancora spazio per un rally significativo, dato che l’Italia rende ancora l’1,5% in più della Spagna [che giudichiamo con un rischio simile]”.