Israele dà il via al bombardamento della Striscia di Gaza

14 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo i ripetuti moniti alla popolazione di Beit Lahya, all’estremità nord della Striscia, affinché evacuasse le proprie abitazioni, Israele ha iniziato a dirigere un fuoco di artiglieria su quell’area, utilizzata secondo l’esercito come zona di lancio di razzi a lunga gittata. Nelle ore precedenti l’attacco, l’esercito israeliano ha lanciato nella zona di Beit Lahia dei volantini con l’avviso agli abitanti di abbandonare prima di mezzogiorno le case. Questo il contenuto dei volantini: “chiunque trascuri le istruzioni dell’esercito metterà la vita di se stesso e della sua famiglia a rischio. Attenzione”.

Un razzo (o un colpo di mortaio) sparato dal territorio siriano e’ esploso stasera nelle alture del Golan, a breve distanza da un avamposto militare israeliano. Non si ha notizia di vittime. Ancora non e’ noto se l’episodio sia un attacco intenzionale a Israele, oppure se sia legato a combattimenti in corso in Siria fra l’esercito nazionale e forze ribelli islamici presenti nell’area. Ieri era stato aperto il fuoco da nord in direzione d’Israele – con tre razzi – anche dal territorio libanese.

Gli Usa sono pronti ad aiutare per raggiungere una tregua a Gaza: lo ha detto il segretario di Stato John Kerry nel corso di un colloquio telefonico con il premier israeliano Benyamin Netanyahu.

Il presidente palestinese Abu Mazen ha inviato una lettera all’inviato Onu per il Medio Oriente, indirizzata al segretario generale Ban Ki Moon, per chiedere che “lo Stato di Palestina sia messo sotto il sistema internazionale di protezione delle Nazioni Unite”. Lo ha reso noto la dirigente dell’Olp Hanan Ashrawi.

“Il conflitto israelo-palestinese ha già devastato troppe generazioni. Serve una tregua immediata”, ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini alla vigilia della missione che la porterà in Medio Oriente. La titolare della Farnesina ha avuto colloqui telefonici con i colleghi europei.

Le sirene d’allarme risuonano a Tel Aviv. Si sono sentite due forti esplosioni, che probabilmente riguardano due i razzi intercettati sull’area metropolitana di Tel Aviv. Allarmi si sono sentiti nel Nord di Israele, anche in altre città: a Naharya (al confine col Libano); a Haifa e a Hadera. La televisione di Hamas sostiene che il suo braccio armato ha sparato simultaneamente da Gaza razzi M 75 verso Tel Aviv e un razzo R 160 in direzione di Haifa. In Israele non si ha per ora notizia di vittime. A Naharya, al confine col Libano, le sirene sono entrate in funzione per un falso allarme.

Circa il 36 per cento dei razzi da Gaza verso Israele e’ stato lanciato dal nord della Striscia. Lo indicano fonti militari israeliane secondo cui il 30% dei razzi a lunga gittata e’ stato tirato dalla stessa area e in particolare il 10% dalla città di Beit Lahia. Proprio sul posto l’esercito stamattina ha sparso volantini per avvertire la gente di allontanarsi immediatamente in previsione di bombardamenti. Secondo quanto constatato dall’ANSA sul posto Beit Lahya ha ora un aspetto spettrale.

Tre località situate all’estremità Nord della Striscia – Beit Lahya, a-Atatra e Salatin – si sono trasformate stamane in ‘agglomerati fantasma’ dopo le minacce israeliane di iniziare presto bombardamenti a tappeto. Fonti locali riferiscono che migliaia di abitanti (alcune stime arrivano fino a 20 mila) hanno abbandonato a precipizio le loro abitazioni e si sono rifugiati in istituti scolastici dell’Unrwa (l’agenzia Onu per i profughi) nella speranza che essi non saranno colpiti da Israele. Queste persone, secondo quanto constatato dall’ANSA sul posto, sono arrivate senza alcun bagaglio. Molte non hanno potuto nemmeno consumare, la scorsa notte, il pasto rituale del Ramadan e di conseguenza sono ancora a digiuno. In tutti regna la apprensione per il fatto che al termine del conflitto resteranno senza tetto. Israele ha spiegato la necessità di evacuare quei rioni perché da là, si afferma, vengono sparati i razzi di Hamas a lunga gittata capaci di colpire non solo Tel Aviv e Gerusalemme ma anche – almeno in teoria – Haifa.

“Non sappiamo quando l’operazione terminerà, potrà richiedere lungo tempo”. Lo ha detto il primo ministro Benyamin Netanyahu che – citato dai media ha aggiunto: “continueremo ad operare con forza in modo da riportare la quiete”.

Il bilancio aggiornato delle vittime palestinesi a Gaza in una settimana di combattimenti è salito ad ”almeno 165” morti di cui 33 bambini e adolescenti e 16 donne. Lo riferiscono i servizi medici locali. I feriti sono stimati in 1.085. Lo riferisce la agenzia al-Ray.

Portavoce, oltre 800 razzi su Israele, 160 al giorno
Oltre 800 razzi da Gaza su Israele in cinque giorni: piu’ di 160 al giorno. I dati sono stati riferiti dal portavoce militare israeliano secondo cui 635 di questi hanno colpito il sud, il centro e il nord del paese. Altri 147 – ha continuato – sono stati intercettati dal sistema di difesa anti missili Iron Dome.

Una prima breve operazione di terra è stata lanciata la scorsa notte contro un sito di lancio di missili di Hamas nel nord della striscia di Gaza. L’esercito israeliano dà notizia di quattro soldati leggermente feriti. Il blitz è stato effettuato da un commando d’elite della marina. Il braccio armato di Hamas ha confermato che un contingente israeliano ha tentato di sbarcare su una spiaggia e che c’è stato uno scontro a fuoco con combattenti palestinesi.Secondo la radio pubblica israeliana, il blitz è stato effettuato da un commando d’elite della marina. Il braccio armato di Hamas ha confermato che un contingente israeliano ha tentato di sbarcare su una spiaggia e che c’è stato uno scontro a fuoco con combattenti palestinesi. Si tratta della prima incursione terrestre dall’inizio dell’offensiva israeliana.

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Gran Bretagna, Stati Uniti Francia e Germania discuteranno una proposta di cessate il fuoco a Gaza. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri britannico William Hague, secondo quanto riporta un tweet di al Arabiya. I colloqui si terranno domenica 13 luglio a Vienna a margine d’una riunione dei 5+1 (Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia, Usa) con Teheran sul nucleare iraniano. “Noi abbiamo bisogno – ha spiegato Hague – di un’azione internazionale urgente e concertata per ottenere un cessate il fuoco, come nel 2012”. “Ne parlerò con John Kerry, Laurent Fabious e Frank-Walter Steinmeier a Vienna”, ha aggiunto il capo della diplomazia britannica in un comunicato.\.

Il quinto giorno di guerra con Gaza e’ stato un sabato di sangue: mentre continuano a cadere i razzi su Israele, sia a Gerusalemme sia a Tel Aviv, solo oggi nella Striscia ci sono stati almeno 45 morti, compresi donne e bambini. Il bilancio complessivo é così salito a circa 150, con oltre 1000 feriti. Tra i posti colpiti dai raid israeliani ci sarebbe anche – secondo un’agenzia palestinese – un orfanotrofio (ma l’episodio è stato smentito dall’ambasciata israeliana a Roma) e un capannello di gente per strada.

Mentre il raid più pesante è arrivato in serata, con un attacco che secondo i militari israeliani ha preso di mira la casa del capo della polizia di Hamas, ma secondo fonti mediche palestinesi ha centrato una palazzina e una moschea nel centro di Gaza City uccidendo almeno 16 persone. Sembra farsi intanto più concreto lo spettro di un possibile intervento di terra: come anticipato dalla tv Canale 10 e confermato da un portavoce militare, Israele ha indirizzato in queste ore un messaggio di avvertimento alla popolazione di diversi rioni a nord di Gaza intimando di abbandonare le case perché quelle aree si trasformeranno in zona di combattimento.

[ARTICLEIMAGE] L’escalation – scandita anche dal lancio di tre razzi verso il nord d’Israele dal Libano – ha spinto la comunità internazionale ad uscire dal guscio: i membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu hanno lanciato un “appello per la de-escalation della situazione” a Gaza, chiedendo “il ripristino della calma e una ripresa del cessate il fuoco del novembre 2012”. L’appello – minore rispetto ad una vera e propria ‘risoluzione’ che avrebbe visto l’opposizione Usa – esprime “profonda preoccupazione per la crisi in corso a Gaza e per i civili di entrambe le parti”. Chiede inoltre “il rispetto del diritto umanitario internazionale, comprese le norme sulla protezione dei civili” e ribadisce il sostegno ”per la ripresa di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi”.

I media israeliani gia’ stamattina avevano segnalato la presentazione ad Israele ed ad Hamas, da parte dell’Egitto e di uno stato arabo, probabilmente il Qatar, di una bozza di tregua. L’accordo si comporrebbe di due punti: uno sulla sicurezza e l’altro su aspetti socio-economici. La tv israeliana ha anche citato la possibilità di una tregua umanitaria di 12 ore. In serata il giornale Haaretz ha riportato una dichiarazione del portavoce di Hamas Sami Abu-Zuhri secondo cui la fazione islamica deve ancora ricevere ”una concreta offerta” su un cessate il fuoco. ”Se riceviamo – ha aggiunto – una proposta seria, la studieremo e risponderemo. Per ora le forze della resistenza continuano a combattere l’occupazione”.

L’attenzione al quadro internazionale e al lavorio intenso per favorire un calo della tensione tra le parti, non sposta di un millimetro, per ora, la realta’ dei fatti sul campo: l’aviazione israeliana ha colpito complessivamente nella Striscia 1236 volte e 686 sono stati i razzi lanciati da Gaza su Israele (incluso oggi Gerusalemme). Solo oggi, i razzi sono stati 65, diretti verso la parte sud e centrale del paese, a portata di rifugio, salvata solo dall’Iron Dome che li ha intercettati evitando vittime. Razzi lanciati contro Gerusalemme sono finiti ‘fuori bersaglio’ anche nella Cisgiordania palestinese – nella zona di Hebron e in quella di Betlemme secondo testimoni locali – ma senza conseguenze per le persone.

A Gaza la situazione e’ pesantissima con edifici pubblici, case, strutture devastate e il martellamento continuo degli aerei e il ronzio dei droni che non lasciano in pace neppure un istante la popolazione. La rappresentanza palestinese all’Onu ha detto che il 78% dei morti sono civili. La riapertura da parte dell’Egitto del valico di Rafah con Gaza ha consentito oggi di far passare aiuti medici alla popolazione. Ma Israele per tutta la giornata ha continuato a rafforzare la morsa intorno alla Striscia inviando nuove truppe corrazzate. Anche se sul terreno si segnalano solo scaramucce di frontiera: per ora.