Islanda, arriva la tassa di confisca una tantum

11 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

REYKJAVIK (WSI) – Togliere con una mano quello che si dà con l’altra: è la strategia del governo islandese per poter rimuovere i controlli di capitale.

Di sè per sè è una misura positiva per i mercati. Tuttavia, per arrivarci, bisognerà passare per una patrimoniale una tantum.

Come riporta il quotidiano Morgunbladid (letteralmente “Il giornale del mattino”), l’Islanda vuole imporre una patrimoniale “di uscita” su tutti gli attivi depositati in banca, sia che questi siano in corone locali o in moneta straniera.

Il piano prevede anche che ai clienti stranieri detentori di asset in corone islandesi venga imposta un’operazione di swap verso bond in valuta straniera della durata di 30 anni, con un interesse che sarà inferiore al 3%.

La task force che si occupa di gestire la rimozione dei controlli di capitale ha già incontrato i rappresentanti delle principali banche del paese, Kaupthing Bank, Glitnir Bank e LBI.

E il paese, caduto vittima di una crisi finanziaria senza precedenti nel 2008-2011, potrebbe già provvedere a cancellare la misura coercitiva di controllo dei capitali a partire dall’anno prossimo, stando a quanto riferito da uno dei membri della task force, Lee C. Buchheit.

Fonte: Morgunbladid

(DaC)