Isee: riforma allo studio. Come potrebbe cambiare

3 Novembre 2022, di Alessandra Caparello

E’ il documento essenziale per poter chiedere tutta una serie di agevolazioni e sussidi e potrebbe  presto cambiare. Parliamo dell’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente che fotografa la realtà di una famiglia, economicamente parlando. Come riferisce Il Messaggero, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di un innalzamento degli importi dell’assegno unico per i figli che passi proprio attraverso una modifica dei requisiti di accesso.

In primo luogo, in base alle indiscrezioni, potrebbe cambiare il peso che ha nell’Isee la casa di proprietà. L’intento è di rendere l’indicatore più affidabile e coerente all’effettiva condizione economica delle famiglie, evitando così che possano esserci casi clamorosi in cui viene negato l’accesso a bonus e agevolazioni

In sostanza l’ipotesi sul tavolo del governo potrebbe portare a una riduzione dell’indicatore e, allo stesso tempo, a un aumento di bonus e prestazioni percepite.

Cos’è e a cosa serve l’Isee

L’Isee, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, costituisce il principale strumento di accesso a determinati bonus o prestazioni sociali agevolate. È in pratica la “carta di identità” economica del nucleo familiare, cioè di tutte le persone riportate sul cosiddetto “stato di famiglia” che risultano essere coabitanti presso una determinata abitazione.

L’Isee serve a misurare il livello economico complessivo del nucleo familiare, considerando – salvo alcune eccezioni – tutte le voci di “ricchezza” attribuibili a quel medesimo nucleo, come le proprietà immobiliari, le rendite finanziarie, i redditi vari, ecc. Il modo più semplice per ottenere l’attestazione Isee è quello di scegliere la modalità Dsu precompilata che contiene dati autodichiarati dal cittadino e altri precompilati forniti da Agenzia delle Entrate e Inps. Si può ottenere l’attestazione in tempi molto brevi. I dati precompilati sono questi:

  • Canone di locazione della casa di abitazione;
  • Patrimoni mobiliari;
  • Patrimoni immobiliari;
  • Redditi ai fini Irpef;
  • Trattamenti erogati dall’Inps esenti ai fini Irpef;
  • Nucleo familiare convivente (se presente negli archivi Inps).