Irlanda: 1.000 persone alla settimana in fuga dal paese

20 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Dopo la fuga dalle banche locali da parte dei correntisti, l’Irlanda si trova a fare i conti con un’ondata di emigrazione: le stime parlano di 1.000 persone che ogni settimana decidono di abbandonare il paese. E’ questo l’effetto della crisi senza precedenti che ha messo in ginocchio il paese e i suoi cittadini costretti a guardare oltreconfine per trovare nuove e migliori opportunita’. Sono soprattutto i giovani a fare le valigie.

L’Economic and Social Research Institute (ESRI) ha stimato una migrazione in uscita di 100.000 unita’ tra aprile 2010 e lo stesso mese del 2012. Il tasso delle “partenze” e’ il piu’ alto che si possa ricordare e supera persino quello registrato negli Anni 80, quando ci fu un picco di uscite di 44.000 unita’ nel 1989.

L’emigrazione sara’ il tema fondamentale della prossima tornata elettorale. Il Primo Ministro Brian Cowen spera che un aumento dell’export possa guidare la ripresa dell’economia questo e il prossimo anno, aiutando cosi’ Dublino a raggiungere i target su debito e deficit dopo il salvataggio da parte di Ue e Fmi. Ma secondo l’ESRI le esportazioni non permetteranno una crescita occupazionale sufficiente per fermare l’emigrazione dal paese.

L’istituto, che e’ indipendente ma in parte finanziato dal ministero delle finanze, ha tagliato le stime di crescita 2011 e 2012. Il Pil e’ visto rispettivamente all’1,5% e al 2,25%, meno delle previsioni del governo pari a +1,7% e +3,2% nell’ordine. L’ESRI inoltre si aspetta un tasso di disoccupazione al 13,5% quest’anno e al 13% nel 2012.

Quanto alle attese per le esportazioni, l’istituto si aspetta volumi in rialzo del 6% a 166 miliardi di euro quest’anno, il secondo anno consecutivo record. Il centro statistico del paese non ha ancora pubblicato i suoi dati ma l’Associazione degli esportatori irlandesi stima un +6,7% a 161 miliardi per il 2010 (top assoluto).