Iran: ora anche la Gran Bretagna non esclude intervento militare

14 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Londra – La Gran Bretagna ritiene che non si debba escludere ”nessuna opzione” riguardo all’Iran, compresa quella militare. Lo ha detto il ministro degli Esteri William Hague al suo arrivo al consiglio esteri della Ue.
”Tutte le opzioni devono restare sul tavolo”, contro l’Iran e il suo programma nucleare, ha detto Hague. ”Noi non lo prevediamo in questo momento”, ha pero’ precisato il ministro. ”Non facciamo appello ad un’opzione militare ne’ la auspichiamo”, ha chiarito Hague. ”Ma tutte le opzioni devono restare sul tavolo”, ha ribadito.

Intanto Mosca ritiene che vi sia una “campagna orchestrata” contro il programma nucleare iraniano per “alimentare la tensione” ed “imporre nuove sanzioni”, una “via” che però la Russia ritiene “esaurita” continuando a credere nella soluzione diplomatica. “La campagna legata all’ultimo rapporto dell’Aiea è orchestrata”, ha sottolineato Lavorv parlando con i giornalisti durante il suo ritorno da Honolulu, dove si è svolto il vertice Apec.

“Penso che possa servire come mezzo per alimentare la tensione per imporre nuove sanzioni unilaterali”, ha aggiunto. “Ma noi riteniamo esaurita la via delle sanzioni”, ha sottolineato il ministro degli Esteri russo. “Minacciare sanzioni e attacchi aerei significa solo far allontanare e non avvicinare la possibilità di una soluzione negoziabile” con Teheran, ha spiegato ancora Lavrov.

“La situazione iraniana sta seguendo un copione scritto da qualcuno con l’unico obiettivo di sollevare la contrapposizione. Il copione sembra un tentativo di rovesciare il regime”, ha aggiunto. Il capo della diplomazia russa non ha escluso che alcuni paesi possano imporre sanzioni unilaterali. (ANSA).

OBAMA: DIPLOMAZIA MA NULLA ESCLUSO

Gli Stati Uniti si consulteranno nelle prossime stetimane con Russia e Cina sul dossier Iran. ”Nessuna opzione e’ esclusa ma la via privilegiata e’ e sara’ la diplomazia”. Il presidente Barack Obama, dopo aver incontrato il presidente russo Dmitri Medvedev e il presidente cinse Hu Jintao rassicura: ”c’e un ampio consenso contro il programma nucleare dell’Iran, che pone rischi non solo per la regione ma per gli Stati Uniti”. Teheran – evidenzia Obama – dovrebbe rispettare gli obblighi internazionali.

”Il mondo e’ unito e l’Iran e’ isolato e le sanzioni imposte stanno avendo un enorme effetto”: gli Stati Uniti ne stanno valutando altre. Ne’ Medvedev ne’ Hu hanno espresso il proprio appoggio a eventuali ulteriori sanzioni ma sembrerebbero – secondo quanto riportato dalla stampa Usa – pronte a far cadere la loro opposizione in materia. Nella conferenza stampa di chiusura dei lavori dell’Apec, Obama si sofferma anche sulla pace in Medio Oriente, che puo’ essere raggiunta solo se i palestinesi e gli israeliani tornano a sedersi e negoziare. A chi gli chiedeva conferma delle indiscrezioni sul colloquio privato avuto con il presidente Nicolas Sarkozy al G20 di Cannes, Obama risponde: ”Non parlo delle conversazioni private che ho con i leader.

Ma in quell’occasione ho espresso a Sarkozy il mio profondo disappunto per il voto favorevole della Francia all’adesione della Palestina all’Unesco. Sono stato franco e chiaro”. Gli Stati Uniti hanno sospeso i finanziamenti all’Unesco in seguito al riconoscimento della Palestina. Obama non replica alle accuse che gli sono state mosse dai candidati repubblicani alla Casa Bianca nell’ultimo dibattito. Si limita solo a rispondere in modo chiaro sul waterboarding, che secondo alcuni candidtai andrebbe reintrodotto. ”E’ una tortura, e’ contrario alla tradizione americana, ai nostri ideali. Non e’ quello che siamo ne’ operiamo. Non ne abbiamo bisogno, abbiamo fatto bene ad abolirlo”